Decolla il salary cap della Nba. Per la gioia dei giocatori, infatti, il tetto salariale a disposizione dei general manager delle franchigie Usa dovrebbe salire a 101 milioni di dollari (rispetto agli attuali 99) nell’estate del 2018 e a 109 milioni nell’estate 2019. Le cifre precise saranno in effetti definite più avanti, ma questi importi sono quelli indicati dalla lega professionistica statunitense di basket nel più recente board of governors.
Il decollo del salary cap, che nella recentissima stagione 2015/16 arrivava “solo” a 70 milioni, è legato a più fattori: a parte l’ottimo andamento della Nba nel suo complesso, il maxicontratto siglato con Espn/Nbc e i nuovi sponsor, mescolati alla crescente “fame” globale di grande basket, rendono sostenibile l’ennesimo ritocco verso l’alto degli stipendi dei giocatori.
Cresce intanto l’attesa per la nuova stagione, con la caccia ai Golden State Warriors ultimi padroni dell’anello. Anche se stando ai bookmakers i campioni in carica restano largamente favoriti per conquistare anche quest’anno il maggior numero di vittorie in regular season (e quindi la pole per il titolo 2018), la squadra di Curry e Durant non potrà distrarsi troppo: la voglia di rivincita, nei rivali, non mancherà.
A Ovest brilleranno gli Houston Rockets di Harden e del neo arrivato Paul, preferiti dai bookies agli Oklahoma City Thunder di Westbrook e George e ai San Antonio Spurs di Leonard che attendono il recupero di Parker. Ad Est, invece, si prevede un duello tra i Cleveland Cavaliers di James e Wade e i Celtics di Irving e Hayward.