Giochi sì, ma villaggi olimpici ridimensionati per ridurre i costi. Sembra essere questa la direzione verso la quale il Comitato Olimpico Internazionale si muoverà per le prossime edizioni delle Olimpiadi estive.
Gli ultimi due campanelli d’allarme sono recentissimi. Il primo è suonato in occasione dell’assegnazione a Parigi dei Giochi 2024, quando ben città candidate su sei si sono ritirate – sostanzialmente – in ragione delle alte spese previste per allestire la tradizionale cittadella destinata ai (sempre più) numerosi atleti in gara nelle diverse discipline in programma.
Il secondo si è fatto sentire alla presentazione, nel dicembre scorso, dei costi previsti per Tokyo 2020: benchè già ridotti, risultano infatti ben sei volte superiori alla stima iniziale.
Pesa a questo punto anche l’incertezza sul livello di servizi da garantire: ci sarà probabilmente una sforbiciata, ma il CIO si è affrettato a spiegare che garantirà livelli adeguati al villaggio che riunirà i partecipanti alla più importante manifestazione sportiva del mondo.