Otto secondi in campo e una vittoria indimenticabile. Si conclude nel migliore dei modi l’esperienza oltreoceano di Cecilia Zandalasini: nella notte le Minnesota Lynx si sono infatti aggiudicate il quarto titolo WNBA superando nella decisiva gara-5 le Los Angeles Sparks per 85-76.
La 21enne, pavese di Broni, aveva attirato su di sé gli sguardi degli scout statunitensi dopo un Europeo femminile giocato da protagonista con 19 punti e 9,6 rimbalzi di media. Da qui la chiamata di Minnesota: non una squadra qualsiasi, ma un team costruito per puntare al quarto titolo in 7 stagioni.
E il roster si è confermato stellare: come da copione ha dominato la regular season, chiudendo con un record di 27 vittorie e 7 sconfitte. Ai playoff la musica non è cambiata: Minnesota ha chiuso la semifinale con un netto 3-0 ai danni delle Washington Mystics.
La finale è stata un tuffo nel passato. Minnesota contro Los Angeles, proprio come l’anno precedente. Le Lynx hanno perso subito il fattore campo, e al giro di boa si trovavano sotto 1-2. Gara 4 è stata l’ago della bilancia. Win or go home. E Minnesota ha vinto, complice un’immensa prova di Rebekkah Brunson autrice di 18 punti e 13 rimbalzi. Come nel 2016, la serie si è decisa alla quinta e ultima partita. Minnesota, avendo  dalla sua il fattore campo, non ha deluso aspettative davanti a 14mila fans.
Trascinate da Maya Moore (18 punti e 10 rimbalzi) e da Sylvia Fowles (15 punti e 20 rimbalzi), le Lynx sono partite forte e non si sono più guardate più indietro. 85-76 il risultato finale, con Sylvia Fowles eletta Mvp delle Finals.
Ora per Cecilia – seconda italiana a vincere il titolo Wnba, vent’anni dopo Catarina Pollini – è tempo di tornare in Italia. E’ attesa dalla sua famiglia e dal suo club, la Famila Schio che – in sua assenza – ha già alzato il primo trofeo stagionale: la Supercoppa vinta 70-54 contro la Gesam Gas Lucca.