Baseball e Allegri, che polemica! Tutto è cominciato quando l’allenatore della Juventus, stizzito (come altri, a dire il vero) per il modo in cui si sta utilizzando il Var, nel dopopartita dei bianconeri contro l’Atalanta ha detto: “Per il calcio secondo me non va bene. Perché altrimenti bisogna mettere i falli intenzionali, il gioco effettivo, e quindi poi si diventa come il baseball in America, si sta dieci ore allo stadio si mangiano le noccioline, si fa una azione ogni quarto d’ora”.
Il mondo del baseball italiano ha reagito a più voci compresa quella di Faso di Elio e le storie tese, fans e giocatori di uno dei più amati sport d’America: la voce più importante è stata però quella del presidente della Federazione Italiana Baseball Softball, Andrea Marcon, che ha scritto questa lettera aperta al tecnico livornese.

“Stimatissimo mister Allegri, 

è stato molto bello sentirla, domenica sera, pronunciare quella frase: “Sennò, diventiamo come il baseball”.
Non aveva nessuno lì, di fianco a lei, ma il tono era quello di uno che sta dando di gomito al vicino di posto. “Si sta dieci ore allo stadio… si mangiano le noccioline… si fa un’azione ogni quarto d’ora.”
Ho il piacere di dirle che 10 ore è un po’ esagerato, ma in effetti dai noi si gioca finché ce n’è bisogno e, prima e dopo la partita, si sta molto bene nella festa di sport che quotidianamente viene organizzata. E c’è anche il vantaggio che nessuno s’arrabbia per la durata del tempo di recupero. Ma sono sottigliezze.
La sua frase mi ha fatto sorridere. Era una riflessione che sottendeva un giudizio, negativo e del tutto lecito; mi viene però il sospetto che sia dettato dalla scarsa conoscenza della materia. Peccato: Lei è livornese, città che ha una bella tradizione del nostro sport. A Livorno è stata giocata la prima partita di baseball sul suolo italiano: marinai della fregata Lancaster contro marinai della corvetta Guinnebaug. Era il 23 gennaio 1884.  
Il sospetto che Lei conosca poco il nostro Gioco mi è venuto quando lo ha accostato ai concetti di ‘fallo intenzionale’ e ‘tempo effettivo’ che, come sa, appartengono al basket. Ma anche questi sono dettagli. Ugualmente il Suo tono canzonatorio ha un po’ indisposto molti di noi. Migliaia di appassionati in Italia si sono sentiti offesi, e per milioni di altri nel mondo sarebbe stato lo stesso, se avessero assistito alla diretta tv: l’allenatore della Juventus, una squadra celeberrima in tutti i continenti, che sembra sbeffeggiare milioni di sportivi…  Non tanto bello, ne converrà.
Le garantisco che anche nel nostro baseball italiano – e ancora di più nel baseball americano da Lei citato – in molti avrebbero da dire su tanti aspetti del calcio, che mai e poi mai vorrebbero mutuare nel nostro Gioco. Ma in generale le donne e gli uomini di baseball, come si conviene alla gente di sport, non mancano di rispetto a nessuno. 
Quindi, la prego, venga a vedere una nostra partita. Della nostra Nazionale magari. Potrebbe scoprire che le pause, da noi, hanno ognuna il proprio bel significato. Magari poi non apprezzerà, ma qualche spunto interessante lo troverà sicuramente. E forse si stupirà nel constatare che da noi l’allenatore è vestito come i suoi giocatori. Sono certo che afferrerebbe il significato della cosa. 

P.S. Le noccioline le porto io”.

Chi ha ragione? Sicuramente il tecnico bianconero è andato fuori campo – ma facendo autogol – nel parlare di regole che al baseball non appartengono, e certamente citare le noccioline può non suonare come un complimento per gli spettatori, ma – anche se le partite di baseball non durano dieci ore – il problema della lunghezza eccessiva degli incontri di baseball non è solo nella testa di chi non ne è appassionato.
Pur sottolineando l’unicità della disciplina, ad avviare già da anni la discussione sono stati gli stessi blog di settore, ad esempio http://www.baseball.it/leggi_articolo.asp?id=8786, e anche la più importante lega del mondo, la MLB, si è posta il problema.
Fermo restando che, per il proprio dna, la partita di baseball non può avere una durata certa, le statistiche avevano infatti dimostrato che il tempo medio di una partita negli Usa era progressivamente salito dalle 2 ore e mezza degli anni ’70 fino alle 2 ore e 58 minuti del 2000. Se da un lato le interruzioni avevano giovato all’arrivo di nuovi sponsor, graditissimi alle tv, alcuni ritocchi alle regole avevano però riportato la durata media a 2h54′ nel 2001, a 2h52′ nel 2002 e alle accettabili 2h46′ nel 2003. Il trend si è però di nuovo invertito nel tempo, creando ovvi problemi a chi segue i match serali e quasi sempre, la mattina dopo, deve andare a scuola o al lavoro.
Dieci ore, però, non le dura nemmeno un Ironman. Probabilmente finirà con Allegri a dare… il lancio d’inizio di una partita “della pace” tra pallone (da calcio) e palla (da baseball), Male non farebbe.