Ci sono al mondo sportivi unici, che sembrano usciti da un libro. Tanto incredibili da risultare addirittura fantastici. Noi di Sport Tribune abbiamo avuto l’onore di incontrarne uno, che dopo aver conosciuto il nostro progetto ha deciso di farne parte.

Terrà infatti una rubrica fissa sul magazine in uscita dalla prima settimana di novembre.

Parliamo di Danilo Callegari, esploratore ed esperto di missioni estreme che ci insegnerà come lo sport parte da un gioco ma, in certi casi, può diventare anche molto molto pericoloso. Nel frattempo ne abbiamo approfittato per conoscerlo meglio.

Come ti presenteresti a chi non ti conosce?

“Semplicemente per quello che sono: un avventuriero estremo”.

Da dove nasce la passione per gli sport estremi?

“Nasce da quando ero piccolo, all’età di 14 anni. In realtà non tanto per gli sport estremi, ma più per le avventure; amo l’estremo in quanto espressione massima di una disciplina. Portare ogni sport a un livello estremo è il miglior modo per ‘conoscerci’ avvicinandoci ai nostri limiti e, spesso, spostandoli in avanti. L’estremo è per me la massima espressione di creatività in ciò che faccio. A parer mio, poi, ogni sport può essere estremo, dipende dalle condizioni in cui ci si pone. Pensa solo al nuoto, tradizionalmente non è uno sport estremo, immagina però di nuotare per 50 chilometri no stop nell’Oceano Indiano per 23 ore consecutive. La situazione cambia”.

Danilo Callegari

Decisamente. Ma c’è un’impresa che ti ha cambiato? 

“L’India, come paese. Ricordo che quando ci sono stato la seconda volta, nel 2013-14, ero arrivato al punto di odiarla, solo una volta rientrato in Italia, dopo qualche settimana, ho iniziato a sentirne la mancanza e provare una forma di amore verso questo paese. Ricordo che mi ha colpito profondamente il suo ‘caos ordinato’. E’ una sorta di filosofia di vita, tutto sembra avvolto da un costante disagio e confusione, chi ne è fuori non potrà mai comprenderlo appieno ma quando inizi a viverlo è pura magia. Hai come la percezione che qualsiasi piccola azione non sia frutto del caso, ma che abbia un senso. Quando entri in quest’ottica inizi ad amare l’India, la passione che ti trasmette è così grande che ti spinge a tornare e a portartela per sempre nel cuore. All’India nessuno può rimanerne indifferente”.

 

Danilo Callegari

Qual è invece l’avventura che ti è piaciuta di più?

“Me lo chiedono in molti, ma la verità è che sarebbe sbagliato fare una classifica. Tutte le mie avventure sono uniche e non ci sarebbero le condizioni per stilare una classifica. Come fai a paragonare un’avventura in Islanda con una in Africa?”.

Parlaci del tuo rapporto con Sport Tribune

“E’ una rivista che mi piace, secondo me ha un progetto molto interessante e che vedo legato molto bene con la mia figura. Ci credo e non vedo l’ora di vederla crescere”.