Chi vinca tra i due conta ovviamente ancora moltissimo per i reciproci tifosi più accaniti, ma sempre meno per tutti gli altri appassionati di sport: una finale Federer-Nadal, ormai, è diventata una festa a prescindere.
Questione di passione, di rispetto, di gioia per gli occhi e di sconfinata ammirazione per due uomini che diversi anni orsono avevano già vinto tutto ma, nonostante un non piccolo numero di problemi fisici, hanno deciso che non era ancora ora di cullarsi nei ricordi dei bei vecchi tempi.
Soffrire, fermarsi, veder esultare gli altri, curarsi, tornare ad allenarsi, ritrovare la forma, tornare competitivi, vincere di nuovo magari incontrando il più forte rivale della propria (incredibile) carriera.
O, addirittura, vincere insieme come nella recente Laver Cup.
Un assist adatto a qualsiasi contesto, certo, ma soprattutto una storia vera ed edificante in un’epoca di fake news.
In campo, dunque. A Shanghai ha vinto lo svizzero, e così la contabilità degli appuntamenti tra i due fenomeni è stata giustamente aggiornata per numeri e statistiche, ma “Fedal” – perfetta sintesi da hashtag del vis a vis tra le due più grandi icone (non se ne adonti quell’altro fuoriclasse che risponde al nome di Novak Djokovic, al quale restano più anni di carriera) del tennis maschile del presente millennio – ha assunto da tempo i contorni di qualcosa di epocale.
Bartali-Coppi, Gimondi-Merckx o Moser-Saronni nel ciclismo, Bird-Magic nel basket Nba, Agostini-Hailwood e Biaggi-Rossi nel motociclismo, Prost-Senna nella Formula 1, Ali-Frazier nel pugilato, Stenmark-Thoeni nello sci e oggi CR7-Messi nel calcio: senza citarle tutte, anche se l’elenco non continuerebbe comunque a lungo, se non si concede troppo peso alla effettiva ruggine tra i protagonisti (che in alcuni casi c’era e in alcuni non è mai venuta meno) sono infatti pochissimi i dualismi nella storia dello sport che reggono il paragone.
Una è nel tennis, certo, tanto che alla storica rivalità Borg-McEnroe hanno appena dedicato un film, (come prima a Lauda-Hunt nella Formula 1), ma c’è da scommetterci che qualcuno stia già scrivendo una sceneggiatura sullo svizzero e sul maiorchino. Probabilmente sperando, come ogni amante dello sport, che la realtà continui ancora per un po’ a superare la fantasia.