Colin Kaepernick ha intentato una causa legale contro i proprietari dei team NFL, che accusa di essersi accordati tra loro contro di lui per non ingaggiarlo.
L’ex quarterback dei San Francisco 49ers ha optato per la clamorosa mossa ritenendo che si stia verificando una cospirazione ai suoi danni, collegata alla sua plateale protesta contro le discriminazioni di carattere razziale che lo portò, nell’agosto 2016, a inginocchiarsi durante l’inno nazionale.
Altri atleti e non solo, nelle scorse settimane, lo hanno imitato in polemica con le esternazioni del presidente Usa Donald Trump, ma Kaepernick è comunque senza squadra da marzo.
Secondo gli avvocati del campione afroamericano, se nella NFL vale ancora il principio meritocratico non è accettabile che un atleta del livello di Kaepernick resti senza contratto per una protesta pacifica, tanto più considerando il fatto che anche alcuni proprietari l’hanno poi emulata.
Proprio quest’ultimo aspetto potrebbe essere in realtà un indizio contro l’ipotesi di complotto, ma i legali hanno bollato l’azione dei proprietari come “great theatre”.