Per Sport Tribune raccontiamo spesso di uomini forti, che si sanno spingere oltre i limiti e gli ostacoli per ritagliarsi un posto nella storia dello sport: Robert Kubica non sfugge alla definizione

L’Highlander polacco

Pochi possono dire di aver superato un incidente come quello occorso a Robert Kubica nel febbraio 2011: un tremendo impatto durante il Rally Ronde di Andora gli provocò tra l’altro una frattura alla gamba destra, un’emorragia interna e lesioni multiple alla mano, alla spalla e al braccio destro.
Le successive operazioni e la lunga riabilitazione, intervallata da altri interventi minori, non hanno però mai fiaccato la sua passione, che è quella di chi è troppo innamorato perfino di ciò che avrebbe potuto distruggerlo: la velocità e le gare.
E non sono riusciti a fiaccarlo nemmeno i guai occorsi per la caduta sul ghiaccio nel 2012 nella sua casa di Marina di Pietrasanta, con ulteriore frattura, o lo spavento – qualche mese dopo – per l’incidente al Rally di San Martino di Castrozza, fortunatamente senza conseguenze per lui.
Robert Kubica, dopo oltre 6 anni, si è sudato la chance di tornare a provare una monoposto di Formula 1, e adesso è reduce dal secondo dei due test concordati con la Williams.
All’Hungaroring ha sfoggiato voglia e convinzione, in un passaggio “completato con profitto”. Non significa ancora che Kubica tornerà certamente a correre nel mondiale, ma pochi avrebbero scommesso su un suo ritorno qualche tempo fa. Forse non era certo nemmeno lui.
Difficile capire ad oggi se questi test si riveleranno decisivi per tornare in F.1 dalla porta principale, sostituendo Felipe Massa prossimo al ritiro: il toto piloti non è ancora finito, e lo scozzese Paul Di Resta si giocherà le proprie carte come è giusto che sia.
Il coraggioso polacco, però, ha percorso tanta strada: già solo ascoltare le sue interviste, già solo immergersi per un attimo nella sua storia è un’emozione unica, da condividere insieme.

 

Robert Kubica