Va’ dove ti porta il cuore. Fernando Alonso deve aver almeno sentito parlare di Susanna Tamaro, visto che ha riassunto la sua decisione di rinnovare con la McLaren anche (e almeno) per il 2018 con un romantico “Me lo ha detto il cuore” .
Più prosaicamente, al di là della rinnovata stima e fiducia nel team per il quale ha sostanzialmente trascorso gli ultimi anni a battagliare nelle retrovie, l’ex ferrarista è probabilmente molto fiducioso nella chance di tornare a lottare per le prime posizioni – se non per il titolo mondiale – grazie all’accordo che la scuderia di Woking ha stipulato con Renault.
Chiuso il rapporto con Honda senza nemmeno sfiorare i successi di altre e più gloriose epoche, i primi indizi sulla power unit francese sono invece incoraggianti: le buone gare della Red Bull, ad esempio, lasciano intravedere potenzialità assolutamente interessanti.
Chiaramente un motore più brillante non basterà, ma Alonso – a mente fredda certamente meno stizzito che in certi commenti sentiti in diverse recenti comunicazioni ai box –  sembra avere fiducia che lo staff della McLaren ci metterà quanto deve per progettare e realizzare una monoposto in grado di essere competitiva con Mercedes, Ferrari e la stessa Red Bull.
Nonostante le pochissime soddisfazioni delle ultime stagioni, Alonso continua a godere della stima assoluta dei colleghi: Jenson Button in una recente intervista ha dichiarato che “l’abilità di un pilota non si può giudicare solo dai titoli piloti vinti” e che l’asturiano “è probabilmente il pilota più completo sulla piazza”.
Proprio i titoli piloti vinti dal 36enne campione di Oviedo risalgono però ormai al 2005 e al 2006, mentre gli ultimi anni – con poche eccezioni – sono stati monopolizzati da Vettel e Hamilton: difficile credere che Alonso, se ha fatto la scelta che ha fatto, non abbia fiducia di poter almeno lottare per le prime posizioni prima di salutare la F.1.
Anche se la Formula Indy – e non solo – lo corteggia.