“È la morte, È la morte! È la vita, è la vita! Questo è l’uomo dai lunghi capelli, è colui che ha fatto splendere il sole su di me! Ancora uno scalino, ancora uno scalino, un altro fino in alto, il sole splende!”. Il testo della Haka, nota danza tipica del popolo Māori sembra parlare di Brendon Hartley e Marcus Armstrong, i due piloti neozelandesi che hanno fatto tornare a splendere il sole sulla propria terra nel weekend passato.
Hartley, 27 anni, biondo dai lunghi capelli, ha debuttato in Formula 1 ad Austin, dove una serie di circostanze bizzarre ha portato la Toro Rosso a dover rimpiazzare entrambi i piloti con cui aveva corso le due gare precedenti.
Hartley è il quinto pilota a salire sulla monoposto del team faentino in un weekend di gara: partito con Carlos Sainz Jr e Daniil Kvyat, Helmut Marko ha prima sostituito il deludente pilota russo con Pierre Gasly, campione in carica della Gp2 Series. Il ventunenne nativo di Rouen, quest’anno ha disputato il campionato giapponese Super Formula, difendendo i colori Honda. Ed è stata proprio quest’ultima a volere fortemente Gasly per l’ultimo round stagionale di Suzuka, concomitante con il Gp di Austin, dove il francese si sarebbe giocato il titolo con Ishiura, alfiere della rivale Toyota che lo precedeva di 0,5 punti in campionato. Sfortuna vuole che, a causa di un violento tifone, l’organizzazione si sia trovata costretta ad annullare le due gare in programma, negando a Gasly di tentare l’assalto al campionato. Nel frattempo, Renault ha licenziato Jolyon Palmer, liberando il sedile di Carlos Sainz (già annunciato per il 2018) con qualche corsa di anticipo. Toro Rosso è stata costretta a correre ai ripari richiamando Kvyat. Inoltre, il programma giovani di Red Bull ha un grosso vuoto e Marko ha così potuto richiamare il proprio ex pupillo Hartley.

Brendon, vincitore della 24h di Le Mans 2017 e attuale leader del Campionato Mondiale Endurance, peraltro già vinto nel 2015, ha così avuto una seconda chance. Difficile aspettarsi un risultato in top ten da un ragazzo che non saliva su una monoposto dal 2012, ma Brendon ha condotto una corsa dignitosa tagliando il traguardo al 13º posto, staccato di un giro da Lewis Hamilton, ma soprattutto godendosi un fine settimana privo di sbavature. Tanto che Helmut Marko ha deciso di dargli un’ulteriore possibilità in Messico, mettendo da parte per l’ennesima volta Kvyat (autore di una buona corsa in Texas).

Nel frattempo, dall’altra parte dell’oceano, un altro ragazzo neozelandese conquistava il titolo nel campionato italiano di Formula 4. Marcus Armstrong, 17 anni, già pilota junior Ferrari, ha coronato a Monza una stagione di debutto in monoposto eccellente.
Arrivato all’ultimo round stagionale con 54 punti di vantaggio (su 75 disponibili), Armstrong ha chiuso i giochi già nella prima corsa. Scattato dalla pole, ha ceduto il passo ad uno scatenato Artem Petrov, limitandosi a gestire il rivale Job Van Uitert che ha terminato la propria rimonta proprio alle spalle del rivale neozelandese. In gara due Marcus è stato costretto a partire dall’ultima posizione a causa di un problema tecnico che l’ha fermato in qualifica, ma ha rimontato fino alla terza posizione assoluta. Dopo aver vinto la corsa finale però, si è visto comminare una penalità di 25″ per aver causato, a detta dei commissari, l’incidente tra Van Uitert e Petrov, con quest’ultimo rientrato in pista dopo un taglio di variante in maniera spregiudicata.

Il titolo italiano va così ad aggiungersi al secondo posto ottenuto nel campionato tedesco, dove il pupillo del Ferrari Driver Academy ha chiuso secondo al termine di un bellissimo confronto con Juri Vips e Felipe Drugovich. Va però sottolineato il fatto che Armstrong fosse al debutto in monoposto, mentre tutti gli altri piloti citati sono ben più esperti. In tal senso è stato impietoso il confronto con Enzo Fittipaldi. Il nipote del tre volte campione del mondo, a sua volta pilota junior Ferrari, ha debuttato nel mondo delle monoposto proprio come Armstrong con il Team Prema, ma ha terminato il campionato italiano solo in decima piazza.