Durante la telecronaca diretta li hanno definiti esemplari di “indian deer”, mentre per altri media erano vacche sacre, ma una finale di coppa del mondo di tiro interrotta da tre animali al pascolo non è notizia di tutti i giorni.
E’ successo durante il lunghissimo spareggio che ha deciso il titolo di skeet femminile in India, a New Delhi. Eliminate tutte le avversarie, all’atto conclusivo si sono trovate di fronte due fuoriclasse assolute come l’italiana Diana Bacosi e la statunitense Kimberly Rhode.
Due instancabili collezioniste di medaglie, oltre che di piattelli frantumati: l’azzurra affrontava la finale da campionessa olimpica in carica dopo l’oro conquistato a Rio, l’americana da campionessa uscente di Coppa del mondo.
Concentrazione al massimo, come in ogni sfida al massimo livello planetario, e un equilibrio che dal già stratosferico 56/60 (record del mondo eguagliato) si è prolungato nello spareggio fino al 22esimo piattello.
In una finale già interminabile, al punto che il calar del sole procurava problemi di visibilità e perfino le macchine lanciapiattelli davano segni di stanchezza, il colpo di scena è stato l’ingresso sul campo di gara dei simpatici intrusi.
Incuriositi e nemmeno troppo turbati dal rumore delle fucilate, i tre teneri quadrupedi hanno costretto i giudici di gara ad un inevitabile stop per evitare qualsiasi rischio per la loro incolumità.
Incredule, ovviamente, Bacosi e Rhode: prima di riprendere la finale, hanno dovuto pazientare cinque minuti che ad entrambe devono essere sembrati interminabili.
Alla fine – ripreso il duello – si sa per certo che ha prevalso Rhode, ma a molti è rimasta una domanda: gli imbucati a quattro zampe erano davvero tre “famosi cervi indiani”?