Due amiche, Annita e Monica: 112 anni in due, nessun curriculum sportivo, scarsissima preparazione atletica e la velleitaria decisione di compiere un lungo viaggio in bicicletta.
Due cicliste milanesi un po’ sui generis che, la scorsa primavera, hanno voluto percorrere uno dei più celebri cammini attraverso l’Italia pedalando da Aosta a Roma lungo i 1000 km della Via Francigena in un progetto all’insegna dell’assoluta libertà.
Senza pianificazioni, senza obiettivi di tempo, senza strutture o mezzi di appoggio, con la sola attrezzatura di un bagaglio leggero e una buona dose di ironia, Annita e Monica si sono lasciate prendere dalla passione per un’avventura diversa e, pedalata dopo pedalata, l’hanno completata.
Le immagini di questa cavalcata lungo la storica via di pellegrinaggio attraverso strade minori, piccoli borghi e luoghi simbolo di un’Italia ricca di fascino e di sorprese, saranno esposte dall’8 novembre al 4 dicembre alla Pasticceria Cucchi di Milano, ambiente dal grande fascino dove da ottant’anni l’amore della famiglia Cucchi per la cultura e per l’arte si traduce in una serie di originali eventi che hanno trasformato la Pasticceria milanese in ritrovo di artisti e vernissage di affascinanti progetti.
Già il 7 novembre, proprio alla bottega storica di Corso Genova 1 è invece prevista l’imperdibile anteprima che sarà anche occasione per degustare l’esclusiva pasta al pomodoro (accompagnata da vino Doc) “Cacc’e Mmitte” dell’Azienda Agraria Paolo Petrilli di Lucera, località posta sull’itinerario della Via Francigena del Sud: dalle 18.30 Monica Nanetti e Annita Casolo, le protagoniste del viaggio, racconteranno il loro itinerario e le emozioni vissute lungo la storica Via.

11 06 17, tappa 16 – Da Sutri a Roma

Questa esperienza on the road, battezzata “Se ce l’ho fatta io”, si è ben presto trasformata in un progetto più ampio (declinato anche sui social e in un libro di prossima pubblicazione), che sta coinvolgendo un numero sempre più ampio di persone e che si propone di mostrare come una serie di piccole grandi imprese siano effettivamente a portata di mano, se solo si decide di farlo, senza per questo doversi trasformare in supereroi o creare traumi e difficoltà per famiglia e lavoro.