Se prima di questa stagione aveste chiesto a un appassionato di tennis cosa ricordasse di Grigor Dimitrov, probabilmente vi avrebbe risposto qualcosa del genere: “Grande tecnica, da juniores era fortissimo ma non ha mai fatto il salto di qualità. Però mi pare fosse il fidanzato della Sharapova”. Insomma è dura sentir parlare di te solo per essere stato un talento mancato che ha come vertice della carriera la conquista di una delle atlete più desiderate dall’universo maschile.
Però questa stagione, che a Londra si è appena chiusa, ha riscattato l’immagine del più talentuoso bulgaro che mai abbia preso in mano una racchetta. Proprio l’origine non è banale, e lui l’aveva ricordata dopo la prima vittoria alle Finals: “Non importa da dove vieni, i miei successi sono importanti anche per la Bulgaria”. Non male per un ragazzo che, più che sulla copertina dei magazine sportivi, stava su quelli di gossip.
Parlando solo di sport Dimitrov, che da chi il tennis lo segue per lavoro veniva chiamato ‘baby Federer’ per la somiglianza nei colpi con l’elvetico, sembrava il prototipo perfetto del giocatore nato nell’epoca sbagliata, quella con i quattro fenomeni che cancellano una generazione. Quest’anno però qualcosa di diverso si è visto: in una stagione così anomala – con Roger che vince due slam, Rafa altrettanti e torna numero uno al mondo – il bulgaro ha mostrato al mondo il suo miglior tennis.
Da juniores ha vinto Wimbledon e US Open, ma da professionista non è mai stato costante: sempre pieno di talento, ma senza giocar bene per più di qualche settimana. Grisha ha chiuso invece quest’anno con le vittorie di Brisbane, di Sofia, del master 1000 di Cincinnati e della kermesse londinese; non sono in tanti a poter vantare un curriculum migliore.
Certo queste Finals non sono state le più esaltanti di sempre con tante defezioni e alcune delusioni e magari l’anno prossimo Dimitrov non riuscirà a confermare quel che di buono ha fatto. Questo non toglie tuttavia molto al suo trionfo o ai suoi colpi, così eleganti: non sarà mai Federer (o Nadal o chiunque altro) ma per fortuna non sarà più nemmeno baby Federer o l’ex della Sharapova.