Un’impresa che ha dell’incredibile: per la prima volta una nazione africana si qualifica per le Olimpiadi invernali. Merito di tre ragazze che non hanno mai voluto abbandonare i propri sogni.

“Guarda figliolo, un negro a cavallo!”

La frase si ascolta in Django Unchained, recente perla di Quentin Tarantino che è anche uno dei capolavori del cinema degli ultimi anni. Nel film c’è una scena dove Jamie Foxx, un’inedito cavaliere nero, attraversa le strade di un piccolo paesino del Texas. Subito la gente inizia a fissarlo incredulo, non avendo mai nemmeno concepito la possibilità di vedere, appunto, un “negro a cavallo”.

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Una scena tratta da Django Unchained

Proprio le immagini, spesso, hanno la forza per combattere gli stereotipi e per aiutare la lotta al razzismo: noi umani ragioniamo per immagini, del resto, per cui quale miglior colpo a certi pregiudizi di una foto con tre ragazze originarie della Nigeria (uno dei paesi più caldi del mondo) a bordo di un bob, e per giunta qualificate per le Olimpiadi?

Seun, Ngozi e Akuoma: dall’atletica al bob

Ma chi sono le 3 ragazze autrici di questa impensabile impresa? Non pensate a giovani immigrate, magari nate in Austria, Usa o Italia e cresciute fin da piccole con la neve.
nigeria bobNiente di tutto questo: il background sportivo di Seun Adigun, Ngozi Onwumere e Akuoma Omeoga è quanto di meno invernale ci sia.
La prima ha un po’ più di esperienza, essendo già apparsa durante i giochi Olimpici di Londra 2012 in alcune discipline di atletica leggera, le altre due invece si limitano ad una carriera di buon livello come velociste. Una follia, allora, cambiare in maniera così radicale e lasciare tutto ciò che si è costruito in tanti anni di sudore e lacrime? Non potremmo essere più in disaccordo.

Una raccolta fondi per le Olimpiadi

Per valutare le grandi imprese bisogna porsi dei parametri: situazione iniziale, impegno, improbabilità dell’obiettivo raggiunto e impatto dell’impresa. Se utilizziamo questi parametri, ad esempio, in un altro contesti la lotta di Gandhi risulta una di quelle con il punteggio più alto: tanto improbabile come risultato, tanto forte nel panorama mondiale. Ovviamente sarebbe una bestemmia paragonare le due cose, ma solo perchè (almeno per ora) manca un vero impatto internazionale. Se però si esclude l’ultimo parametro, l’impresa risulta stupefacente specie perchè è stata del tutto autofinanziata.
La Nigeria non ha infatti voluto concedere i fondi per le attrezzature, ritenendola il tentativo qualcosa di bizzarro, improbabile ed inutile. Sono state le tre ragazze, allora, ad organizzare una raccolta fondi in tutto il paese, e il risultato è stato incredibile: la raccolta si è conclusa con i soldi che servivano per realizzare l’impresa, che si è tradotta in un biglietto per PyeongChang. Adesso le ragazze sono pronte e hanno già in tasca la medaglia più bella: mandare in bianco i pregiudizi.