C’è un Tavecchio sulla cresta dell’onda: è Giorgio, il 27enne kicker italiano che gioca nella NFL per gli Oakland Raiders. Nella recente partita contro Miami, Tavecchio è andato a segno da ben 53 yards con un calcio potente e ben direzionato, il più lungo – finora – della sua carriera. Preciso ben dodici volte nei primi quattordici tentativi in stagione, per un ragguardevole score dell’85,7%, Tavecchio si sta ritagliando uno spazio sempre più importante nell’eldorado dell’american football grazie ad una precisione da calciatore di soccer.
Gli statunitensi hanno intuito il suo valore già dal suo esordio, il 10 settembre scorso: Tavecchio è stato il primo giocatore di sempre a realizzare ben due piazzati da più di 50 yards alla prima partita in NFL, giocata contro i Tennessee Titans e chiusa con un perfetto 4 su 4 dalla distanza. Impresa che gli ha garantito il riconoscimento di giocatore della settimana per i cosiddetti Special Teams della AFC e un’attenzione strameritata.
Strameritata, sì, perche Tavecchio – nato a Milano il 27 luglio 1990 – prima di questi momenti sotto i riflettori ne ha passati tanti ad aspettare. Terminati nel 2011 gli anni di college (si è laureato in economia politica) trascorsi con la maglia dei California Golden Bears, dal 2012 Tavecchio si è dovuto accontentare di presenze in offseason e pratice squad, ma non ha mai mollato. Avrebbe dovuto digerire l’ennesima bruciante delusione ed attendere ancora, se i guai alla schiena di Sebastian Janikowski non gli avessero schiuso le porte di un contratto da titolare firmato il giorno prima del debutto.
Aristotele sostiene che l’attesa può essere la miglior forma di appagamento” ha spiegato Giorgio, con spiazzante naturalezza, agli increduli giornalisti americani che, dopo la prima scintillante partita, gli chiedevano cosa avesse significato per lui l’estenuante lunghezza della rincorsa alla NFL. Segno di una cultura non comune, che si abbina in Tavecchio ad umiltà e spontaneità che non possono passare inosservate.
I tifosi sanno di aver trovato un kicker – mancino – fortissimo, i compagni lo adorano (il quarterback e lader dei Raiders, Derek Carr, ha detto testualmente “E’ una delle persone migliori che abbia mai conosciuto in vita mia”) e la sua favola è contemporaneamente una assai concreta lezione sul non arrendersi mai e un sogno realizzato. L’american dream, in questo caso il California dreamin’, di giocare in una delle leghe più importanti del mondo dopo un numero di no e di tagli che avrebbe steso un toro, il giorno dei giorni in attesa del quale Tavecchio si è dato da fare con altri lavori fino al “suo” momento.
Una svolta che Giorgio, figlio di un restauratore e di una funzionaria del governo Usa, ha saputo affrontare da campione con una precisione al calcio degna di Pirlo (ma lui tifa Inter), certamente intonata alle geometrie delle bellezze artistiche del nostro – del suo – Paese che fanno spesso capolino nel suo profilo social.
Ora i Raiders devono decidere se reintegrare o meno Janikowski, ma Tavecchio ha dimostrato quanto è bravo: comunque vada, stavolta la NFL non lo farà più aspettare a lungo.