Il campionato di Formula 1 si è concluso da pochi giorni, ma il mondo delle corse non si ferma. Il 2 dicembre prenderà infatti il via quello che è stato originariamente definito un campionato “alternativo” alla F.1, ma che con il passare degli anni si sta costruendo una rispettabilità sempre maggiore: la Formula E.

Un ponte verso il futuro

Nata nel 2012 sotto l’egida della FIA, questa categoria vede al via auto ad alimentazione elettrica che possono costituire un ponte verso il futuro. L’attenzione verso questo tipo di tecnologia è talmente importante, per le case automobilistiche, da aver fatto diventare la Formula E parecchio appetibile. Nel campionato 2017-2018 saranno presenti marchi storici del mercato come Renault, Mahindra, Citroen, Audi e Jaguar, oltre alla MS&AD Andretti, che porta il nome di una importante dinastia americana di piloti ma che è di proprietà della BMW.
A queste potrebbe presto aggiungersi anche Mercedes, che ha un’opzione per la stagione 2018-2019. Il direttore esecutivo della scuderia tedesca Toto Wolff ha sottolineato come “l’elettrificazione giocherà un ruolo sempre più importante nell’automotive e il motorsport è da sempre un banco di prova per lo sviluppo per l’industria e ciò rende ancor più rilevante la Formula E”. Proprio di recente, infatti, è stata presentata Mercedes EQ, la prima auto della casa della stella nata come elettrica.
Nel luglio scorso, invece, è stata la Porsche ad annunciare l’ingresso in Formula E a partire dal 2019, con un progetto che seguirà di pari passo quello per la realizzazione di un’auto sportiva elettrica. “Per noi, la Formula E rappresenta l’ambiente competitivo più avanzato nel quale portare avanti lo sviluppo di vetture ad elevate prestazioni in settori quali la compatibilità ambientale, l’efficienza e la sostenibilità”, ha dichiarato Michael Steiner, membro del consiglio di amministrazione e responsabile del settore ricerca e sviluppo di Porsche AG.
Con Audi, BMW, Mercedes e Porsche, la Formula E potrebbe schierare un quartetto di costruttori tedeschi impensabile per qualsiasi altra categoria, Formula 1 compresa.

E l’Italia?

Anche Fiat-Chrysler sembra voler presto entrare in questa nuova categoria, ma probabilmente con un marchio diverso da quello della Ferrari. A maggio, l’amministratore delegato Sergio Marchionne aveva affermato di guardare con interesse alla Formula E, ma anche che “non so se tra tutti i marchi che abbiamo nel Gruppo sia Ferrari la scuderia che deve andare in Formula E. Può darsi che ci vada la Maserati o l’Alfa”.
La candidata principale sembra proprio la Maserati, dato che la prima auto elettrica del gruppo Fiat porterà proprio questo marchio e sarà disponibile dal 2019. Intanto, il gruppo FCA – del quale fa parte anche Fiat – ha già messo un piede nella categoria dalla scorsa stagione attraverso la fornitura di motori Magneti Marelli alla scuderia Mahindra Racing.

La stagione 2017-2018

Intanto, però, bisogna pensare al presente e alla stagione che prenderà il via da Hong Kong, per poi dispiegarsi – fino a luglio 2018 – lungo un calendario composto da 14 “ePrix”. Tra questi, il più suggestivo sarà probabilmente quello del 14 aprile a Roma, sull’inedito circuito cittadino dell’EUR che potrebbe in futuro diventare anche tappa per la Formula 1.
A difendere il titolo sarà il brasiliano Lucas Di Grassi su Audi Sport ABT, che capitanerà un sempre più nutrito plotone di ex piloti di Formula 1 come Nick Heidfeld, Sébastien Buemi, Jérôme d’Ambrosio, Nelson Piquet Jr., Jean-Éric Vergne, Kamui Kobayashi e l’italiano Luca Filippi.
Con tutti i problemi della F.1 contemporanea – poco spettacolo, scarso appeal per i giovani, alti costi e scarsa competizione – e con una direzione sempre più precisa verso le motorizzazioni elettriche, la Formula E potrebbe dunque presentarsi come una delle principali attrattive, nel mondo delle corse, per il prossimo futuro.