Volare è possibile, anche senza aerei. Chiedetelo a Luca Rizzotti. Non solo per il suo essere velista professionista della classe Moth (di cui è recentemente diventato presidente) ma soprattutto perché è anche il fondatore di The Foiling Week, un global tour con 4 tappe all’anno in Italia, Stati Uniti, Sud America e Australia che è diventato il punto di riferimento per tutto il mondo Foil.
Di cosa stiamo parlando. Per i non avvezzi al mondo della vela, ci riferiamo alla curiosa appendice
che pende sotto gli scafi, tornata in auge da qualche anno, proprio da quando gli americani hanno
vinto nel 2010 e hanno deciso, cambiando le regole di questa competizione, di tornare a usare i catamarani invece dei monoscafi dall’edizione successiva.
Il foil è un modo per volare sopra l’acqua ed essere più veloci, molto più veloci anche e soprattutto in condizioni di poco vento. Basti pensare che i catamarani in America’s Cup vanno tre volte più forte della velocità del vento. Anche per questo salire su un catamarano del genere, poco più piccolo di quello dell’America’s Cup, è un’emozione incredibile (superano gli 80 km/h), per l’inclinazione su un lato che sopportano e l’incredibile e potentissimo sibilo che queste Formula 1 del vento emettono alla massima velocità.
Chiaramente, per poterle condurre, è necessaria competenza e affiatamento dell’equipaggio. Insomma, stiamo parlando del futuro di tutta la vela, nonostante come tecnologia non sia recente. È stata inventata negli anni ’50 prima di essere abbandonata. La ragione principale per cui ora il concetto è stato recuperato sta nelle possibilità che i nuovi materiali come il carbonio danno agli ingegneri che ora sono in grado di produrre appendici leggerissime e resistenti, con una serie di pinne dalle dimensioni studiate per ogni tipo di scafo e di vento. In pratica l’imbarcazione si appoggia alle pinne orizzontali del foil appena sotto il pelo dell’acqua e la barca per effetto del vento si alza e va più veloce perché la minore superficie di contatto provoca minore attrito.
E qui torniamo alla The Foiling Week, sostenuta come fin dall’inizio sponsor tecnico da Slam.

L’azienda di abbigliamento genovese, infatti, ha deciso di continuare sulla rotta del cambiamento con scelte strategiche che vedono tecnicità e performance come prerogativa. The Foiling Week è l’unica manifestazione globale dedicata ai velisti, ai progettisti e ai costruttori e il tour ha toccato quattro tappe internazionali, location di ritrovo delle flotte foil: Garda, Punta Dell’Este, Miami e Sidney. Un evento a tutto tondo, con forum e adrenaliniche competizioni fra regate per le classi one-design, una divertente regata in downwind e un’area permanente destinata alla prova delle imbarcazioni.
Durante le manifestazioni, Slam ha portato anche le nuove soluzioni per la linea in neoprene FOIL
Skiff Line 18, per la fase di test e sperimentazione. Insomma, The Foiling Week è uno spettacolo che dal
2014 riunisce tutti i seguaci della “vela volante” e non è solo sinonimo di acrobazie spettacolari ma anche un’occasione per scoprire tutte le novità del settore e per discutere di varie tematiche che riguardano questo sport come la sicurezza, la sostenibilità e l’accessibilità.

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