Attraversare l’Atlantico con evolutissime ma comunque piccole barche a remi. E’ questo l’incredibile obiettivo imposto ai coraggiosi partecipanti alla “Talisker Atlantic Challenge”, una delle più impegnative sfide al mondo in Oceano.
Gli equipaggi – composti da persone che non hanno paura di testare i limiti della resistenza umana – sono partiti il 14 dicembre scorso dal porto di La Gomera (Isole Canarie) e devono raggiungere Antigua, nei Caraibi.
I protagonisti di questa avventura estrema da 3.000 miglia sono a bordo di imbarcazioni appositamente allestite per i lunghi giorni di sopravvivenza in mare. ma saranno sottoposti ai duri elementi della natura e potranno contare solo sulla propria preparazione (lunga in certi casi dai due ai tre anni), sulla propria resistenza (fisica e mentale), sul proprio coraggio e sulle migliori attrezzature esistenti.
A parte le fatiche improbe e i comprensibili rischi, compensati dalle emozioni di un’avventura con pochi eguali e da incontri e panorami in grado di cambiare la vita di chiunque, l’unica fonte di sostentamento idrico ed alimentare che si trova a bordo di queste barche ipertecnologiche è il dissalatore (23 equipaggi in gara su 28 hanno scelto l’installazione a bordo di un dissalatore Schenkerr): l’impianto è indispensabile per l’approvvigionamento di acqua potabile e per la reidratazione dei cibi liofilizzati, unica scorta trasportabile.
E’ possibile seguire la straordinaria gara, vogata dopo vogata, tramite l’intuitivo race tracker che aggiorna continuamente le posizioni delle barche: con lo zoom stretto si possono individuare le posizioni delle singole barche, con lo zoom largo – calcolando dove si trovano e quali sono le distanze da colmare – ci si rende conto del “fegato” dei partecipanti.