Raffaele Negri rappresenta la proprietà del marchio tecnico Slam, nato nel 1979 e che dal 2014, con lui, sta attuando un cambiamento forte e decisivo. Lo abbiamo intervistato.

Raffaele cosa succede dal 2014?

Succede che con il mio ingresso abbiamo deciso di diversificare le attività avute finora all’interno del gruppo tramite una riorganizzazione interna dell’azienda e una nuova strategia di riposizionamento del brand che richiedeva un’azione drastica e impaccante sul management perché bisognava agire su un brand che nel corso degli anni si è un po’ lasciato andare. Bisognava dare un po’ uno shock, lavorando su prodotto, comunicazione e distribuzione.

In che senso si era lasciata andare?

In termini di qualità, soprattutto nello sportswear perché nella tecnicità è sempre stata molto presente e molto attenta alle necessità essendo un’eredità che si porta dietro da sempre. Abbiamo iniziato con il rinnovo del logo, che andava rinfrescato e modernizzato e da questo momento è iniziato automaticamente questo nuovo processo, avvenuto anche con l’online, prima debole, la comunicazione, la distribuzione e un’attenzione maggiore per i dettagli.

Come si è poi evoluto da marchio tecnico a sportivo?

Ci piaceva il fatto chefosse un’azienda genovese quale Slam, che nasce dalla vela, a lanciare un abbigliamento di sportswear tecnico/nautico e a trasportare quel sapore di mare e sale percepibile nella collezione.

Che tipo di feedback ricevete dal sito online?

La tendenza dell’acquistare toccando il prodotto può essere compensata oggi con una descrizione molto dettagliata dello stesso e con immagini che ti consentono di raccontarlo dallo schermo. Inoltre le nostre partnership con gli sportivi di discipline olimpiche ci permettono di essere sempre presenti durante le loro gare e questo ci permette di trasmettere tramite lo stesso sito e i social la realtà dei capi Slam con quel qualcosa in più chefa la differenza.

Quanto pensi che le vostre immagini possano essere comunicative?

Soggettivamente credo molto. Da appassionato di vela i contenuti mi trasmettono emozioni.

E oggettivamente?

Analizziamo le statistiche valutando quante persone da un like alle nostre foto su Instagram sono poi arrivate al sito web e magari hanno anche comprato un capo. Queste ricerche ci danno i feedback oggettivi dei clienti.

Nel 1979 che cosa ha spinto i fondatori a creare il marchio?

Semplicemente la passione per la vela.

Pensi sia necessario il fatto che tu la abbia altrettanto?

Penso che aiuti ma non sia necessario. Si deve avere passione in tutto, a prescindere da ciò che si crea, altrimenti si diventa banali.

In cosa pensi non siano banali i vostri capi?

Nel sapore di mare, sono capi salati.

Ovvero?

Sono capi iconici che fanno parte della storia della marineria. Essi ricordano il mare. Slam nasce a Genova, fulcro centrale delle repubbliche marinare e questo li rende riconoscibili. E’ una caratteristica intrinseca. Sono dei capi che esistono da sempre e che

vengono riproposti senza essere travolti, mantenendo quindi la loro storicità. Sono capi tipici e questo concetto arriva al cliente finale, anche se non appassionato di velama a cui piace l’idea di possedere un capo classico ma rivisitato.

I dettagli?

Si notano nelle tasche, nel taglio della manica, nelle cuciture che non lasciano penetrare l’acqua, nei tre strati che danno l’isolamento necessario risultando allo stesso tempo agevoli e pratici.

Che ricerche eseguite prima di creare una collezione? 

Oltre alla ricerca scientifica sui tessuti e sulle loro tecniche di assemblaggio facciamo testare i capi agli atleti con i quali collaboriamo, il che è fondamentale, perché sono loro quelli che si bagnano e che ci sanno dire da doveentra l’acqua, se la manica è troppo lunga o troppo corta, ecc. Il loro feedback è fondamentale e costruisce la nostra collezione.

Altri sport oltre alla vela?

Siamo molto ancorati alla vela perché ci dà identità. Da essa non ci discosteremo mai, ma è anche vero che questi capi possono essere utilizzati in qualsiasi altro sport. Noi dobbiamo stare attenti a non perdere il senso del brand, perché senno non dai quel di più che dovresti dare e che il cliente cerca adesso.

Il target? 

Lo stiamo ridefinendo perché ancora stiamo attuando cambiamenti.

Quotidianità?

Qualunque capo è abbastanza versatile, quindi in realtà chiunque può utilizzarlo. Ad esempio è più che pratico per il motorino.