Siamo pazzi. Anzi, siete tutti matti!

La follia, in ogni sua forma, ha ben più influenza nel mondo rispetto alla razionalità. Dovremmo farcene una ragione. Siccome noi di Sport Tribune e Soccer Illustrated ci siamo rassegnati, abbiamo deciso di dedicare i magazine che tenete fra i polpastrelli a una serie di storie emblematiche. L’anormalità è infatti l’innesco alla base di ogni vicenda clamorosa, che si parli di sport o altri ambiti in cui il genere umano si cimenta per sfidare se stesso. Non ci credete?

L’abbiamo presa alla lontana, con la cover di Sport che mette in risalto il vero protagonista di queste Olimpiadi: Kim Jong-un. Si è dibattuto se fosse un pazzo o un fine stratega. Hanno cercato di spiegarcelo due grandi giornalisti come Pio D’Emilia e Guido Olimpio (pagina 14) da latitudini differenti. Intanto ci godiamo la storia sportiva mozzafiato nata dalla schizofrenia coreana (e del presidente americano Trump, un altro anormale) e cioè quella dei “pattinatori della pace”. Per non parlare della copertina di Soccer, dove siamo scesi nei meandri della pazzia di Paul Gascoigne grazie alla sorella. Simbolo della sfrontatezza anni ’90, Gazza ha rischiato più volte di lasciarci le penne, ma che bellezza con il pallone tra i piedi e ora si sta ricostruendo, a quanto pare, una vita.

Non da meno gli altri “scriteriati”, da Best a Cantona, passando per Maradona, Balotelli, Cassano e Osvaldo, che potete leggere con annessa colonna sonora (pagina 14).            Non è finita qui, stavolta abbiamo esagerato. «Io non dicevo “ciao bella gnocca”, ma “ciao bella bimba”» ha chiarito Alberto Tomba in una lunga intervista (pagina 22) dopo aver ripercorso anni di successi folli. La Bomba ha cambiato la storia dello sci: unico a fermare San Remo e a vincere dopo essere caduto. All’arrivo di Lech, in Austria, fece il gesto con la mano davanti al volto come a dire “voi siete matti”, guarda caso. E ancora, l’imprevisto raggiunto solo grazie a un po’ di sana follia, quella di Seun, Ngozi e Akuoma (pagina 26), le tre ragazze che porteranno la Nigeria alle Olimpiadi invernali a cavallo di un bob; oppure dell’esploratore Alban Michon (pagina 39), che non si è accontentato di visitare l’Artico come tutti i suoi colleghi e lo ha attraversato in subacquea sotto i ghiacci; e Gianluca Grignani (pagina 44), musicista che ha conosciuto la fama internazionale, poi ha buttato tutto all’aria per suonare quello che gli pareva. 

Ora torna con un disco e chissà come mai si è paragonato al più schizofrenico dei tennisti: John McEnroe.

Tornando a Soccer, dopo esservi ripresi dalla carrellata dei matti da legare, abbiamo concentrato il nostro sguardo su una patologia tipica dei grandi: l’ossessione. Quella di Francesco Totti per la Roma o viceversa – che sconfina in entrambi i casi nella fede – attraverso un’elegia di Giancarlo Dotto; le carriere da yin e yang di Federico Chiesa, figlio di… ma talento più scintillante della nuova generazione e di Giuseppe Rossi, tanto forte quanto sfortunato ma arreso proprio mai. In mezzo, le botte da orbi che volano nel Calcio Fiorentino per buttare una palla in rete o l’intervista ad Andrea Scanzi, che fra le tante cose ci ha consigliato il miglior vino per goderci i Mondiali di calcio senza Italia e persino un po’ di gossip, che non deve mancare in nessun giornale che si rispetti.  

Mister X – che proteggiamo con l’anonimato – ci ha svelato l’osceno (cioè il fuori scena) di Federcalcio e Coni per l’elezione del successore di Carlo Tavecchio.

In Bar Sport, infine, agli ormai editorialisti fissi Giorgio Montanini, Paolo Nori, Andrea G. Pinketts, Omar Pedrini, Regina Baresi, Paolo Colagrande e Mike Maric, diamo il benvenuto al comico Leonardo Manera, allo scrittore Paolo Di Paolo, all’esploratore Danilo Callegari e al primo campione di Moto GP s-Sports Lorenzo “Trastevere73” Daretti.

C’è tanto in queste riviste, c’è tutto quello che potevamo metterci. Anche di più. Forse perché, influenzati dalla vicinanza della nostra redazione con la casa della poetessa “pazza” dei Navigli Alda Merini, siamo sempre più convinti che “anche la follia merita i suoi applausi”.

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