Parole di Luca Basso

Aeroscreen o Halo? È questa la domanda che ha infiammato gli appassionati di motori nell’ultima settimana, dopo l’esito positivo del parabrezza installato sulla Dallara di Scott Dixon nei test IndyCar nell’ovale di Phoenix.

Per riassumere la storia a coloro che non abbiano seguito la vicenda, nel corso della passata stagione la Formula 1 ha continuato a provare diverse soluzioni per la protezione della testa del pilota, l’unica parte del corpo che è esposta ai pericoli.

La soluzione finale che il Circus ha trovato è stato il sistema Halo che, a detta degli appassionati, è stato considerato brutto dalpunto di vista estetico e accostato più volte a una infradito o a un tanga per via della sua forma a tre punte; non certo un buon modo per Liberty Media e la rinnovata Formula 1 per guadagnarsi più fan possibili, soprattutto dopo aver ufficializzato l’obbligatorietà del sistema per il campionato 2018.

Il successo dell’Halo ha influenzato non solo la classe regina della velocità, ma anche le serie propedeutiche come la FIA Formula 2 e la neonata Formula 3 American Series.

Ma ci sono altre scelte o alternative rispetto al tanto criticato Halo? Sì, ed è l’Aeroscreen. Studiato prima dalla Red Bull – che lo ha testato e portato in pista, ma poi abbandonato – e poi dalla Ferrari con il sistema Shield, è stato poi preso da Dallara per la IndyCar, soprattutto dopo l’incidente mortale di Justin Wilson a Pocono nel 2015, quando un detrito della vettura di Sage Karam (andato a muro) lo colpì sul casco e facendogli perdere coscienza.

L’Aeroscreen, in poche parole, è un cupolino aperto che funge da parabrezza e del tutto simile per componenti e forme ai cupolini degli aerei da caccia e dei motoscafi da corsa. Ed è qui che ritorniamo alla nostra domanda iniziale.

La maggior parte degli addetti ai lavori hanno risposto fin da subito risposto Aeroscreen, considerato all’altezza sotto tutti i punti di vista della sicurezza e del lato estetico, ben migliore rispetto all’Halo; ma quali sono i punti deboli di quest’ultimo sistema rispetto al primo? Sicuramente la visione del pilota, con un punto cieco proprio nella parte anteriore, e la possibilità che piccoli detriti volanti possano proprio colpire il casco del pilota trapassando per gli spazi liberi lasciati dall’Halo. Per quanto riguarda l’Aeroscreen (secondo Scott Dixon) è il raffreddamento del corpo all’interno della vettura.

Perché allora, con una risposta ormai ovvia, la FIA ha deciso di prendersi l’Halo? Semplicemente perché è stato il primo sistema studiato e, per non evitare dispersione delle risorse e di tempo, ha preferito concentrarsi su di esso e bocciando le altre alternative; eppure, nei giorni scorsi la Federazione ha ribadito che l’Aeroscreen portato dalla IndyCar è stato studiato assieme a loro, facendo imbestialire ancor di più gli appassionati.

A risposta data, vedremo in che direzione e che traguardi giungeranno i due sistemi, sperando che non avvengano terribili inconvenienti o altre vittime…