La Formula 1 ha finalmente concluso ieri la prima settimana di prove invernali volte alla nuova stagione, sebbene sul circuito spagnolo di Barcellona il tempo meteorologico e le basse temperature l’abbiano fatta da padrone – soprattutto il mercoledì con le squadre rimaste ai loro box a causa della neve scesa sul tracciato, che ha anche obbligato la Force India a montare goliardicamente le catene sulla sua vettura.

È chiaro che la squadra da battere è la Mercedes, dimostratasi ancora una volta affidabile e, soprattutto, veloce, anche grazie al giro record fatto registrare da Lewis Hamilton nell’ultimo giorno con gomme medie. In generale, tutte le squadre sembrano aver risolto ogni problema di affidabilità, anche coloro che erano quotate più a rischio; infatti, la McLaren ha girato più di tutti, mentre la Toro Rosso non ha mostrato segni di cedimento o malfunzionamenti della propria power unit Honda.

Se la Mercedes rimane il riferimento principale per tutte le squadre, la Ferrari sembra essere la diretta rivale anche in questa stagione, con la Red Bull nel ruolo di terzo incomodo anche se i maggiori dubbi sono legati al motore Renault – pardon, TAG Heuer – che, in termini di velocità di punta, si sono dimostrati inadeguati rispetto alle altre motorizzazioni; anche la Renault stessa e la McLaren sono agli ultimi posti della classifica delle velocità massime – con la speed trap posta in fondo al rettilineo principale –, dietro anche ai motori Honda della Toro Rosso.

Per il resto, i risultati di queste quattro giornate sono da prendere con le pinze, anche per il rendimento delle gomme e delle temperature: basti pensare che Eric Boullier ha dichiarato che le gomme ipermorbide, a temperature fredde, hanno lo stesso rendimento delle gomme medie. Le squadre si sono concentrate più sull’affidabilità delle vetture – la bandiera rossa è intervenuta solamente per spostare la McLaren di Fernando Alonso dalla ghiaia il primo a giorno, a causa di una foratura, e la Sauber di Marcus Ericsson ieri – e su vari elementi tecnici; tra queste la Haas sembra aver lavorato nella direzione giusta, così come la Renault e la Sauber, mentre Force India e Red Bull son rimaste spesso ai box. Con l’aggiunta della Williams – incentrata più sul lavoro con Lance Stroll che con il secondo pilota Sergey Sirotkin, costretto a dividere il sedile con Robert Kubica – la lotta per contendersi il quarto posto sarà incerta e piena di colpi di scena, sempre se ciò che è emerso in questi test confermino poi i reali valori in campo.

Il Circus rimarrà in pausa fino a martedì 6 marzo, quando andrà in scena la seconda settimana di test, meteo permettendo; lì si potranno dare i primi giudizi e vedere effettivamente il vero potenziale di ogni squadra.