Andrea Liverani, milanese ai  MONDIALI DI TIRO A SEGNO

Parole di Elisabetta Friggi

La mia pupilla ora è esattamente centrata con la diottra della mia arma. Il mio dito è appoggiato al “trigger”, il grilletto ultra sensibile. Così sensibile che il tiro perfetto accade quando neppure ti accorgi di averlo premuto. Il cervello entra in una trance mistica, diventa maleducato e manda comandi senza avere la gentilezza di avvisarti, però centra un dieci perfetto. Questa magia è stata descritta alla perfezione dal filosofo Eugen Herringel nel sul libro Lo Zen e il tiro con l’arco. In fondo è una questione di coni e bastoncelli della retina e di aperture delle pompe ioniche dei neuroni.”

Andrea Liverani, milanese, classe 1990, in procinto di pubblicare la sua vita in piedi e da seduto in un romanzo che non a caso porta il titolo di – La notte di San Possenti – il santo protettore dei tiratori, concorrerà ai MONDIALI DI TIRO A SEGNO che si terranno in Corea del Sud a Cheongju dal 1 al 12 maggio 2018. (1)

Estrapolare frasi dal suo libro è illuminante. La passione per lo sport, è vita, emozione, esperienza fuori e dentro di sé.

“Bello sforzo centrare una testa di 40 centimetri di diametro da due metri di distanza. Io invece, immerso in questo paesello dimenticato da Dio in cui si trova uno dei poligoni più sofisticati al mondo, devo piazzare 60 piombini di fila nel centro del mio bersaglio che ha un diametro di 5 millimetri ed è situato a 10 metri di distanza. Per complicare le cose, mi appoggio con la carabina a un supporto così molleggiato e sgusciante che una palma desertica investita da una tormenta di sabbia, al confronto, è granitica come i pilastri che sostengono il Golden Gate.”

Conoscere Andrea ed incontrarlo in un bar della Stazione Centrale a Milano, è stato davvero energizzante. Questo ragazzo sprizza energia e voglia di vivere da tutti i pori. E questo è fortunatamente contagioso.

Andrea  a quali competizioni sportive parteciperai in Corea del Sud?

Ai mondiali parteciperò alle competizioni sportive relative a 3 specialità:

  • R4 air rifle standing SH2 (distanza 10 metri, fucile ad aria, posizione in piedi – per noi in sedia è senza l’appoggio dei gomiti) 
  • R5 air rifle prone SH2 (distanza 10 metri, fucile ad aria, posizione a terra – appoggio di gomiti) 
  • R9 50m rifle prone (distanza 50 metri, fucile a fuoco, posizione a terra) 

Parteciperò a tutte le specialità nella mia categoria SH2. 

L’ultimo mondiale in Corea è stato nel 2002 in Seoul e quindi sarà una competizione in un ambiente nuovo per tutta la Squadra nazionale.

Da qui a Tokio 2020?

Questo è il primo evento nel quale è possibile aggiudicarsi le slot per la partecipazione alle paralimpiadi di Tokyo 2020. Ci si aspetta la partecipazione di circa 300 tiratori da 60 paesi diversi e sarà la mia prima esperienza al mondiale.

Quando ti sei avvicinato a questo sport?

Ho iniziato a praticare questo sport nel 2014 appena terminata la competizione mondiale di Suhl, dove era possibile ottenere le slot per la partecipazione alle paralimiadi di Rio 2016.

Ci spieghi cos’è l’MQS necessario alla partecipazione ai mondiali?

Dall’11 al 14 aprile sarò a Szczecin in Polonia (2) dove si svolgerà una gara utile per acquisire l’MQS (Minimum qualification score) per la partecipazione ai mondiali in Corea. Ogni specialità ha un punteggio minimo da superare in determinate gare (MQS) per poter accedere e gareggiare alle competizioni più importanti. Lo scopo è quello di mantenere un livello di punteggio elevato. A tal proposito, io ho ottenuto l’MQS alla prima occasione utile ovvero alla gara internazionale in Hannover a maggio 2017.

Cosa ne pensi dei mondiali?

Vengono organizzati ogni 4 anni e si alternano ai giochi paralimpici. E’ la competizione più importante e prestigiosa dopo le paralimpiadi.

Bene io chiuderei con un ‘ imbocca al lupo’ e, a seguire, due delle presentazioni d’eccezione che accompagnano il tuo libro:

Niccolò Campriani. Tre medaglie d’oro olimpiche tiro con la carabina.

Bella storia, Andrea, un racconto avvincente che fila veloce e obbliga il lettore a non fermarsi fino all’ultimo colpo. Sono orgoglioso che tu abbia scelto proprio la nostra meravigliosa disciplina per trovare il giusto riscatto dalle avversità proprio perché non si diventa campioni all’ultimo colpo, davanti a milioni di spettatori. Campioni si diventa quando nel silenzio di una notte fonda si trova il coraggio e la forza di reagire. Non c’è nessuno ad applaudire, non ci sono i flash dei fotografi. Le vere imprese sono quelle intime. In bocca al lupo per i Giochi di Tokyo 2020 anche se le “medaglie” più importanti le hai già al collo da tempo. Io le vedo chiaramente e con me tutti quelli che ti hanno conosciuto, Andrea.

Michele Spinelli. Direttore dell’Unità Spinale Unipolare, ASST- Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda.

Non oso immaginare che “rinculo” possa avere un fucilone che ha sparato questo libro di Andrea. È un proiettilone che non fa un centro da 10.9, ma una immensa rosata da dieci punti. L’obiettivo di un “para-pro” è stato raggiunto: nell’apparente leggerezza, queste pagine contribuiscono a descrivere e sdrammatizzare le “cose orrende” che si possono vedere nel nostro reparto di Niguarda, usando le parole di Andrea. Chi, suo malgrado, passa dalla nostra galassia, nei primi mesi è impegnato a imparare a vivere una seconda vita con la disperazione che annebbia il cervello. Poi, quando noi abbiamo fatto tutto il possibile per farli sopravvivere fuori da Niguarda, vanno a casa e devono imparare l’arte di “sopravvivere ai loro pensieri”. Gli operatori, uomini e le donne che popolano la “galassia dell’Unità Spinale”, osservano e condividono la sofferenza, sentendo spesso di essere impreparati. Può capitare però di incontrare un “Para-pro” che forse all’inizio ci ha anche odiato, ma che in seguito ci insegna che “la vita è una vera figata”. Sono gli eletti dalla forza dell’istinto. Andrea, ci stai regalando uno strumento prezioso! Questo non è il solito libro per consolare le persone con lesione midollare, spesso definite brutalmente paralitici. Questo è il manuale di sopravvivenza dei “carrozzinati”, che è soprattutto indirizzato a quei bipedi che hanno sempre avuto ha uno sguardo ignorante nei vostri confronti. Il miglior master nella carriera di un medico e di qualsiasi altro operatore impegnato nel nostro lavoro è provare a stare dall’altra parte della barricata per capire quanto spesso, nonostante gli sforzi, siamo goffi e inadeguati. Bel regalo, Andrea! Gran bel tiro da medaglia d’oro! Grazie a te, a Davide e a Raffaele.

(1) (https://www.paralympic.org/ cheongju -2018)

(2) (https://www.paralympic.org/ shooting /2018-grand-prix/ szczecin)