Donne di sport, l’ebook nato dalla collaborazione tra il blog multifirma del Sole 24 Ore Alley Oop e il grande universo dello sport al femminile, è stato presentato al MUDEC di Milano lo scorso 26 marzo.
Un progetto a tutto tondo come quello realizzato dall’Alley Oop doveva necessariamente essere presentato dalle incredibili donne e atlete che lo hanno reso possibile. Erano infatti presenti all’evento molte delle atlete intervistate nell’ebook, scaricabile gratuitamente dal sito del Sole 24 Ore.
Sono state loro le protagoniste della giornata, dopo i saluti del vicedirettore del giornale, Roberto Bernabò, e il video messaggio inviato da Giovanni Malagò, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano e autore della prefazione di Donne di sport.
Intervistate dalla giornalista Monica D’Ascenzo, arbitro di questo incontro, le donne si sono aperte con il pubblico per condividere le loro esperienze, le vittorie ma anche le sconfitte affrontate nella carriera sportiva.
La prima tavola rotonda, momento di confronto tra emozione e risate, ha visto protagoniste Maria Beatrice Benvenuti, arbitra internazionale di rugby, Monica Boggioni, campionessa mondiale di nuoto paraolimpico, Sara Cardin, campionessa mondiale di karate, Elisa Di Francisca, campionessa olimpionica di scherma, Sara Gama, capitana della Juventus e della nazionale di calcio e Cecilia Zandalasini, giocatrice della Famila Schio e della nazionale di calcio.
Sei grandi protagoniste dello sport al femminile a cui si sarebbe dovuta aggiungere anche la pallavolista Serena Ortolani, assente nella giornata, per malattia, ma presente con la sua testimonianza nell’ebook.
Testimonianze diverse, derivanti da percorsi e sport all’apparenza opposti, che però nelle parole delle atlete hanno creato un percorso coerente fatto di tantissimi punti in comune e di valori radicati in qualsiasi disciplina.
“Non siamo supereroine” ha detto Elisa Di Francisca durante il suo intervento, ma molte delle loro esperienze le fanno avvicinare a questa definizione.
Quella di Maria Beatrice Benvenuti, per esempio, è la storia di una ragazza che quando aveva appena sedici anni ha iniziato ad arbitrare le partite di rugby di uomini grandi il doppio di lei. Una passione che l’ha portata ad arbitrare alle Olimpiadi di Rio 2016 ma che l’ha anche vista protagonista di una brutta aggressione in campo da parte di un giocatore di trentacinque anni. Trauma fisico e soprattutto psicologico da cui la bella arbitra avrebbe potuto non rialzarsi ma che invece l’ha spinta ad essere migliore a continuare il suo percorso di passione e dedizione.
Ad accomunarle, nelle vittorie e nelle sconfitte, è sicuramente l’amore per quello che fanno: uguali ma diverse le emozioni di Monica Boggioni che adora riemergere dall’acqua, il suo mondo, e sentire gli applausi del pubblico, e quelle di Cecilia Zandalasini che non dimenticherà mai il suo nome storpiato pronunciato dal commentatore della WNBA dopo il suo primo canestro nel campionato americano.
Sempre alla ricerca di nuovi obbiettivi, queste atlete hanno parlato della bellezza di continuare ad avere “fame”. Elisa di Francisca, dopo la gravidanza, sta lavorando duramente per tornare in pedana a Tokyio 2020, Sara Cardin vedrà il karate per la prima volta alle olimpiadi e non ha alcuna intenzione di “partecipare e basta” e Sara Gama è pronta per portare la sua Juventus in Champions League e la nazione italiana ai mondiali del 2019.
La capitana della squadra di Torino, unica italiana ad aver giocato una finale di Chapions quando si trovava al Paris Saint Germain, ha anche avuto modo di mostrare la barbie realizzata in suo onore, grande esempio dei passi avanti che si stanno facendo nel mondo per avvicinare le bambine a sport non propriamente femminili.

La presentazione dell’ebook è poi continuata con l’intervista singola di Monica D’Ascenzo con Arianna Fontana, campionessa olimpionica short track e porta bandiera italiana a PyeongChang 2018.
Con lei si è parlato della difficolta psicologica di rendere sempre il massimo quando è richiesto. “Non mi fa paura la velocità, quella mi diverte – ha detto la ragazza di Sondrio – mi spaventa il pensiero di aver lavorato per quattro anni per un progetto e giocarmi tutto in un momento”.
Ultimo momento della presentazione è stato quello dedicato al tema del post professionismo e della maternità. Una chiacchierata tra donne, moderata dalla contributor dell’ebook Claudia Radente, in cui sono intervenute Rossana Ciuffetti, direttrice della Scuola dello Sport, Olga Iarussi, amministratrice delegata Triumph South Europe, Katia Serra e Manuela Zanchi, ex calciatrice ed ex pallanuotista.
Testimoniante importanti di donne che hanno saputo conciliare la vita privata e il lavoro, che non si sono fatte spaventare dall’idea di smettere con la professione di atlete o di diventare madri.
“Consiglio alle giovani donne ambiziose di vivere la maternità con un po’ meno ansia – ha suggerito la amministratrice delegata Triumph, sponsor del progetto (insieme a Herbalife e RBM) – perché il tempo che una donna perde sul lavoro quando è in maternità è lo stesso che potrebbe perdere un qualsiasi uomo se si spacca una gamba”. Un insegnamento importante portato avanti dalle donne che vogliono sensibilizzare le più giovani a non pensare di doversi privare di una parte o dell’altra della loro vita.
Tra le altre atlete di cui sarà possibile leggere le interviste all’interno di Donne di Sport, tutte realizzate dalla giornalista Tiziana Pikler, troviamo Federica Pellegrini, Irma Testa, Kiara Fontanesi e Federica Brignone.
La giornata si è conclusa con i ringraziamenti a tutte le altre atlete che hanno partecipato alla realizzazione dell’appendice di Donne di sport e a tutti i membri del team Alley Oop, impegnati in questo ambizioso progetto.