Manca poco al debutto dell’ePrix di Roma, il primo evento valido per il campionato di Formula E organizzato sul suolo italico. Il prossimo 14 aprile, tra le strade della Città eterna, il campionato di vetture elettriche disputerà la sua settima corsa stagionale per quella che sarà la prima gara in Europa

Tra gli appassionati italiani di motori è un evento da non perdere, soprattutto perché si tratta della prima possibilità di avvicinarsi a questi mezzi e vederli sfrecciare tra incroci e semafori di Roma, in un circuito ricavato nel quartiere dell’EUR.

A fronte di questo entusiasmo crescente, troviamo purtroppo un agguerrito numero di persone – anch’egli appassionati di motori s’intende – che non considerano la Formula E una categoria motoristica, colpa dei motori che non producono alcun suono, tracciati cittadini angusti e banali, velocità di punta deludenti e il cambio monoposto.

La Formula E e coloro che seguono con passione questo campionato sanno bene che questi difetti sono da risolvere: il sound è dovuto ai motori elettrici – ed è già tanto se producano rumore –, i circuiti sono ricavati dalle strade aperte al traffico proprio per dimostrare l’effetto green della serie e perché per i tracciati normali non sono ancora pronte (vedi i test di Valencia) e, per finire, il cambio vettura è ormai sorpassato con le nuove vetture che debutteranno il prossimo anno.

Dunque, la vera questione che sorge spontanea è: perché non posiamo considerare la Formula E una categoria come tutte le altre, al pari della Formula 1, del WEC o dell’IndyCar?

Alle affermazioni tirate fuori dai maggiori detrattori della serie elettrica, rispondo con un’altra domanda: seguiamo le corse solamente per il rumore o perché dei piloti – anzi, degli essere umani – guidano mezzi composti da quattro ruote, un volante e un motore, sfidandosi per chi primo arriva sul traguardo? Non è importante il sound che produce – seppur sia un elemento importante, non c’è che dire – ma quanto siano belle e interessanti le gare. Il parco partenti è composto da nomi importanti, sia tra i piloti che i costruttori, e lo spettacolo offerto è certamente di alto livello.

L’evoluzione è protagonista nel motorsport, e anche se storciamo il naso davanti a certe scelte non potremo mai bloccare il progresso; l’elettrico è proprio questo, in un mercato automobilistico che oramai è sempre più attento a questa soluzione a causa dell’inquinamento e di una domanda che, pian piano, sta crescendo.

Morale della favola: chi vuol crescere cresca, mentre chi vuol rimanere retrogrado e legato al passato rimanga nella sua mentalità. Almeno noi ci andiamo a divertire con la Formula E.