In quest’ultima settimana è girato su ogni social network il video della conferenza gara post-gara della Formula 1 – che ha corso lo scorso week-end in Bahrain – dove Sebastian Vettel si prende la briga di rispondere a una domanda inopportuna posta da un giornalista a Lewis Hamilton.

Il video in questione, postato dai canali social della F.1 stessa, ha scaldato gli animi degli appassionati, che lodavano la risposta del tedesco. Una risposta che ha colpito in positivo anche chi sta scrivendo questo articolo, ma che fa riflettere sue due punti: la libertà di parola dei piloti e il giornalismo al giorno d’oggi.

La prima questione è: perché oggi Vettel viene applaudito dopo una risposta colorita, quando lo scorso anno tutti si sono lamentati dopo le sue esclamazioni via radio verso Charlie Whiting e Max Verstappen in Messico nel 2016? Certo, rivolgersi a un proprio superiore in questo modo è certamente un fatto da richiamo, ma non si tratta comunque di una reazione umana come lo stesso Seb ha affermato? Probabilmente gli addetti ai lavori hanno la memoria corta, e per i media conviene dimenticare per poter attirare di più gli appassionati – come la Formula 1 stessa ha fatto postando il video della conferenza, altrimenti non sarebbe arrivato a nessuno.

In secondo luogo, che ruolo hanno i giornalisti oggi? Davanti a una domanda così banale e così faziosa non potrei non trovarmi d’accordo con Vettel. “It’s racing” e nient’altro, un’affermazione quella di Hamilton che ci sta ma che rimane lì nell’aria del post-gara. Piuttosto che porre certe domande (ricevute anche da Kimi Raikkonen il venerdì, che ha aspramente criticato), perché non utilizzare queste conferenze – che sono anche parecchie, se non troppe, durante il fine settimana – per analizzare assieme al pilota il Gran Premio in modo approfondito?

Dopo questo video, due cose sono certe: la Formula 1 non disdegna qualsiasi modo per portar clamore ad ogni week-end, e il giornalista non meriterebbe più di avere un pass stampa per nessun altro Gran Premio – piuttosto datene uno a me!