In questi ultime due settimane il mondo motoristico ha vissuto momenti di polemiche. Scorsa settimana si è tenuto il Gran Premio d’Argentina, dove Marc Marquez ha steso Valentino Rossi con una mossa troppo azzardata, che ha fatto infuriare il clan del #46 e tutti gli appassionati.

Questo week-end è toccato alla Formula 1 conquistarsi un posto d’onore, con l’entrata killer di Max Verstappen su Sebastian Vettel, che ha compromesso la gara del secondo e che ha visto l’intero popolo ferrarista aizzarsi contro l’olandese.

In entrambi i casi, una marea di persone ha subito puntato il ditoe ha iniziato a regalare parole gratuite e offensive verso i due colpevoli. Da quando il motorsport è diventato uno stadio di calcio?

Nessuno può dire che Marc e Max siano non colpevoli del loro reato perché evidente ed evitabile, ma sono subito andati a scusarsi col rivale, sebbene con due finali diversi – lo spagnolo cacciato da Uccio, mentre l’olandese ha avuto modo di parlare con Vettel e scusandosi poi ufficialmente anche sui social network.

I due accusati sono stati dichiarati colpevoli e hanno ricevuto le loro pene, perché dover continuare a inveire contro di loro e, soprattutto, affermare che sono senza talento e solamente pericolosi per la vita altrui?

Non voglio entrare troppo nel merito di Marquez, dato che già sono state spese molte parole al riguardo e che, nel suo caso, non doveva nemmeno prendere parte alla gara dopo ciò che ha combinato pochi secondi prima dello start; per il caso Verstappen c’è stato un errore di calcolo, un azzardo costato caro a lui e, peggio, a Vettel che può assolutamente starci in una corsa.

Affermare che non sia un fenomeno è, a parer mio, sbagliato in quanto, dati e curriculum alla mano, ha dimostrato ampiamente di meritarsi la Formula 1. Basta sfilare la lunghissima lista di titoli conquistati ai tempi dei kart – tempi molto recenti a dire il vero – e le tre vittorie conquistate con la Red Bull nel giro di due stagioni. Non è possibile dire il contrario perché certe vittorie non arrivano per mano della dea bendata e non sono frutto del caso. Piuttosto siamo d’accordo sul dire che sia troppo irruento e che debba ancora maturare, ma si sa… A vent’anni c’è ancora tempo.

Calmiamo gli animi, rimaniamo tranquilli e godiamoci queste gare, anche se avvengono questi inconvenienti o questi due ragazzi si dimostrano troppo vivaci. Come abbiamo visto, le sanzioni arrivano e anche le scuse. E ve lo dice un ferrarista che ha imprecato subito dopo il contatto di ieri!