Insieme. È la parola d’ordine, la chiave di lettura, l’ingrediente che è servito a Francesco “Pecco” Bagnaia per vincere il mondiale di Moto2. La forza sta tutta lì. Nell’umiltà di riconoscere che da solo, tutto questo, non l’avrebbe potuto fare e che così veloce, da solo, non lo sarebbe potuto essere. Per il secondo anno consecutivo, la categoria di mezzo, è cosa italiana.

Ieri Morbidelli e oggi Bagnaia. Due facce della stessa medaglia, quella dell’Academy di Valentino Rossi. Il talento portato al risultato migliore nel minor tempo possibile. A questo serve andare a scuola da una leggenda, in fondo.

 

Per apprezzare davvero Pecco bisognerebbe fare un passo indietro, quando da Torino si è trasferito a Pesaro, questa volta sì, da solo. Ogni giorno faceva avanti e indietro da Tavullia, per allenarsi al Ranch di Vale. Hotel-Ranch, Ranch-Palestra, Palestra-Hotel (sì, perché viveva in un albergo) e il giorno dopo uguale, poi uguale, poi ancora uguale. L’obiettivo era diventare più bravo, più forte, più veloce e un giorno diventare campione del mondo.

Quando parli con Pecco ti accorgi subito che negli occhi ha qualcosa di diverso, qualcosa che non è spiegabile a parole, qualcosa che riesci a percepire, senti la sensazione, la presenza ma non sai definire. 

Sai solo che c’è qualcosa che da dentro preme per uscire, non sai cos’è ma lo vedi, lo vivi, lo senti. E ciò che più ha colpito è il modo in cui Bagnaia si è imposto sugli avversari. Poche parole, sempre al posto giusto, tanti fatti: otto vittorie in campionato, dodici podi totali, sei pole position e negli occhi la stessa identica fame. Una fame serena, però. Perché gli occhi di Pecco sono quelli di un ragazzo di 21 anni che sa di essere stato scelto dal destino, un destino che di cognome fa Rossi, e di aver avuto dalla sua il talento e la voglia di mettere da parte tutto per arrivare in alto, più in alto possibile, perché:

«Quando tieni a una cosa fai dei sacrifici e non ci pensi nemmeno. O meglio, ci pensi ma non ti interessa perché hai un obiettivo più grande. Chi ti vuole bene sa dimostrartelo anche quando sei lontano».

Quel giorno che ha richiesto tanti sacrifici è arrivato. É un giorno lungo, indimenticabile, ma è soltanto una tappa di una carriera che è pronta per fare il grande salto: out of the blue, dicono gli americani, perché la prossima stagione si passa in MotoGP, con la Ducati del team Pramac, e anche se sei campione del mondo di Moto2, quando arrivi lì, nella regina delle categorie, bisogna ripartire da zero, apprendere nuovi concetti e nuove abitudini. Ma nulla sarà scontato o lasciato al caso se la nuova avventura verrà affrontata Insieme.