Le Finali Mondiali Ferrari sono tornate in Brianza con un fine settimana interamente dedicato a tutti gli appassionati del Cavallino, in una festa rossa che mancava a Monza da ben dodici anni.
In parte rovinate solo da un mal tempo che ha bagnato la pista sia venerdì che sabato, le Finali hanno regalato intrattenimento ed emozione grazie alle tante esibizioni e gare in programma.
Venerdì 2 e sabato 3 novembre sono scese in pista le protagoniste delle Ferrari Challenge, giunte con Monza alla settima e conclusiva tappa stagionale. Per due giorni i tifosi della Rossa hanno potuto assistere alle sfide tra Ferrari 488 durante le tre serie continentali, in gare della durata di trenta minuti l’una. Per le competizioni Pirelli, Shell e Shell AM si sono infatti battuti i migliori piloti delle serie europee, asiatiche e nordamericane, sfidando spesso il mal tempo dei giorni a loro dedicati.

Il cielo di Monza si è però fortunatamente aperto proprio per il gran finale dell’evento, domenica, con gli ospiti più importanti, le gare più prestigiose e il Ferrari Show, momento più atteso di tutto il fine settimana.

A trionfare nella prima delle tre finali programmate per domenica 3 novembre, la Coppa Shell Am, è stata la Scuderia Autoropa con lo svedese Ingvar Mattson mentre nella Coppa Shell è stato lo svizzero Christophe Hurni a guadagnarsi il gradino più alto nel Tempio della Velocità.
Proprio prima del Ferrari Show hanno infine preso posizione sul rettilineo 37 Ferrari 488 per la Finale Mondiale Ferrari Challenge del Trofeo Pirelli e del Trofeo Pirelli Am. La sfida si è rivelata ancora più accesa del previsto con un incidente iniziale lungo il rettilineo causato da Philippe Prette (poi squalificato, N.d.R.), che ha poi coinvolto Cooper MacNeil e altri cinque piloti costretti al ritiro. Non è bastata la bandiera rossa iniziale a fermare la bagarre dei piloti coinvolti nel Trofeo Pirelli, proseguita con un altro brutto incidente sul fondo del rettilineo, al quinto giro, causato da un contatto tra Angelo Negro e Murray Rothlander. A laurearsi campioni mondiali, dopo una gara particolarmente avvincente, sono stati il danese Nickals Nielsen per il Trofeo Pirelli e Fabienne Wohlwend per il Trofeo Pirelli Am.


Gran finale della domenica con l’attesissimo Ferrari Show: in pista più di cento vetture targate Maranello, in un tributo assoluto del Made in Italy e della sua rampante eccellenza automobilistica.

A battezzarne l’entrata sono stati Louis Camilleri, amministratore delegato Ferrari, e Maurizio Arrivabene, che ha speso qualche parola per ringraziare i tantissimi presenti e portare a tutti un saluto speciale:

«Dopo la sua vittoria negli Stati Uniti, Kimi Raikkonen è venuto a dirmi che quel successo gli rimarrà nel cuore – ha rivelato il Team Principal Ferrari – mi ha chiesto di dirlo a tutti i tifosi qui a Monza e di ringraziarvi da parte sua».

Arrivabene ha poi ricordato che il Mondiale Costruttori, quello a cui più teneva Enzo Ferrari, è ancora aperto e tutto il Team è pronto a lottare fino all’ultima curva dell’ultimo giro per cercare di ottenerlo.
Ad aprire le danze dello Show sono state proprio delle monoposto di Formula 1, il cuore della passione dei tifosi Ferrari, con quattro F60 del 2009 guidate da Andrea Bertolini, Giancarlo Fisichella, Davide Rigon e Marc Gené. Il rombo dei motori V8 ha musicato l’entrata di tutte le altre vetture sul rettilineo, dalle 488 GTE alle FXX, passando per le F1 Clienti, le 599, le SP1 e le SP2.

Un grande spettacolo che, un po’ per colpa del maltempo e un po’ per la mancanza degli attesissimi piloti Ferrari, non ha forse fruttato quanto avrebbe potuto. I tanti appassionati del Cavallino Rampante non sono certo mancati all’appello, soprattutto nella giornata di domenica, e hanno dimostrato ancora una volta la forza del marchio italiano, capace di muovere appassionati da ogni parte d’Italia con la sola promessa di rivivere – nel Tempo della Velocità – la grande e unica storia Ferrari.