Vittorie, sconfitte, addii. Una sola immagine ha saputo rappresentare la vera essenza dell’ultima tappa della stagione di Formula 1 e i sentimenti difficili che hanno caratterizzato il Gran Premio di Abu Dhabi.

Vettel Vs Hamilton

La vittoria di Lewis Hamilton, superbo e dominante per tutto l’anno, ha messo la ciliegina sulla torta al suo miglior anno in carriera, quello che gli ha regalato il quinto titolo mondiale.
La sconfitta di Sebastian Vettel, logorato da errori personali che gli sono costati carissimi, in una stagione che ne ha ridisegnato il profilo, mettendo a nudo la fragilità di quello che era sempre stato l’imbattibile e giovanissimo super campione tedesco.

Addii, arrivederci e ritorni

L’addio di Fernando Alonso, che lascia la Formula 1 dopo diciassette anni di amore appassionato, celebrato da tutti quelli che hanno avuto il piacere di competere con, e contro, il sanguigno Samurai spagnolo.
Un momento di grande valore sportivo in cui entrano, in punta di piedi, tutti quelli che in questo finale Mondiale hanno avuto qualcosa da ricordare, festeggiare o rimpiangere.
Tra i tanti saluti spicca quello amaro di Kimi Raikkonen che, poco dopo il picchetto d’onore realizzato dai suoi uomini all’uscita dei box, è stato costretto a parcheggiare la sua monoposto lungo il rettilineo del circuito di Yas Marina, chiudendo la sua lunga carriera in Ferrari con un ritiro.
Festa d’addio anche per l’australiano Daniel Ricciardo, arrivato ai saluti con la squadra che lo ha accolto per cinque anni e che in questa stagione gli ha tolto l’allegria in troppe occasioni, con un numero di ritiri che nella seconda parte dell’anno ha annebbiato l’inizio vittorioso. Ma per i grandi saluti solo sorrisi in casa Red Bull, in pieno stile Ricciardo, nell’attesa di vedere che cosa succederà il prossimo anno al numero 3 con la meno competitiva Renault.
Saluti anche per il pupillo di casa Mercedes Esteban Ocon che, sperando in un possibile sedile con la scuderia tedesca nel 2020, il prossimo anno non sarà più pilota ufficiale Force India. Non sono bastate le prestazioni stagionali di molti altri piloti arrivati, con il Gran Premio di Abu Dhabi, a dover abbandonare – almeno per il momento – il sogno della Formula 1: Marcus Ericsson lascerà il suo posto in Alfa Romeo Sauber all’italiano Antonio Giovinazzi, Alexander Albon sostituirà Brendon Hartley in Toro Rosso, Stoffel Vandoorne lascerà la sua McLaren al giovane Lando Norris, ma a sorprendere più delle altre è stata la notizia della sostituzione di Sergej Sirotkin, in Williams, a favore dell’amatissimo Robert Kubica.
Sembra un cerchio che si chiude, quello tra Alonso e Kubica, con un campione che lascia e uno che torna dopo essersi quasi incontrati come compagni di squadra in Ferrari, prima che il polacco fosse fermato da uno spaventoso incidente del 2011. Dopo otto anni di assenza Kubica si riprende il suo mondo, regalando ai tifosi la favola di un motorsport che prima toglie e poi torna a dare.

Chiudono quindi, tra addii e ritorni, le porte di un Mondiale fatto soprattutto di grandi scoperte, rivelazioni che speriamo di veder sbocciare nella stagione 2019. Pierre Gasly, che nel prossimo anno correrà in Red Bull al fianco del rampante Max Verstappen, Charles Leclerc, da marzo vestito di Rosso a Maranello, e ben tre giovanissimi che approderanno in Formula 1 come rookie dopo i successi della Formula 2: George Russell, Lando Norris e Alexander Albon.
Così, nell’immagine già diventata emblema della stagione, tre grandi campioni si fanno simbolo delle vittorie, delle sconfitte e degli addii di un anno incredibile, rinviando la sfida alla prossima, sicuramente emozionante, stagione di Formula 1.