«A tutti coloro che afferrano la vita con entrambe le mani, alla ricerca di una sfida e brividi estremi e potenti».

Inizia così il manifesto del Rally Dakar 2019, parlando di coraggio e di libertà. Una rappresentazione perfetta del sentimento che dal 1979 accompagna una delle gare più pazze e dure del mondo.
L’ex Parigi-Dakar scatterà da Lima, dopo un giorno dedicato al podio di partenza. Si muoverà lungo il Perù per un totale di 5500 chilometri, in dieci tappe. La corsa, da dieci anni, punto di collegamento tra auto e moto, non tocca più la capitale del Senegal, esclusa per motivi di sicurezza dal programma, ma il tracciato deciso dall’organizzazione internazionale si è sempre rivelato interessante e mai ripetitivo.

Una delle particolarità di questa edizione peruviana sarà la sua difficoltà territoriale, considerando che il 70% del percorso si svolgerà tra le dune del Deserto di Sechura.

Inoltre, gli organizzatori hanno modificato il regolamento per aumentare l’imprevedibilità dei risultati.
Ci saranno infatti due partenze mass start, nella quinta e nella nona tappa, una mista dell’ottava e la possibilità di correre una gara parallela per tutte le auto e i camion ritirati durante le prime tappe. Gli sfortunati avranno il permesso di riprendere la corsa dopo un giorno di stop e, all’arrivo a Lima nella decima tappa, riceveranno una premiazione a parte.

Le tappe

I 334 veicoli che quest’anno scatteranno al via dell’attesissimo Rally si sposteranno dalla capitale a Pisco, durante la prima tappa, per poi muoversi ancora più a Sud verso San Juan de Marcona, punto di arrivo del secondo giorno. I piloti, poi, si sposteranno a Arequipa, lasciando la costa e salendo a 2328 metri sopra il livello del mare, per poi dividersi nella quarta e quinta tappa, le famose Marathon.

In queste fasi della Dakar, infatti, i veicoli saranno privi di qualsiasi tipo di assistenza dei meccanici. Le moto e i quad si fermeranno a Moquegua, mentre le auto e i camion si sposteranno fino a Tacna, per poi ritrovarsi insieme ad Arequipa alla fine dei due giorni di Marathon. Dopo un giorno di riposo, i piloti affronteranno il momento più duro con ben 839 chilometri da percorrere, fino a San Juan de Marcona, di nuovo sulla costa.

Nei quattro giorni restanti si ripeteranno gli scenari peruviani già percorsi per poi chiudere l’avventura di nuovo nella capitale di Lima.

I protagonisti

Degli oltre trecento veicoli che scatteranno al via del Rally Dakar, 167 saranno moto e quad mentre ben 135 sedili saranno occupati da rookies. Un numero che si pone in contrasto con quello dei partecipanti che hanno percorso più di dieci volte la gara leggendaria, ben 42, e con il crescente numero di donne, 17 in questa edizione. A cambiare, negli anni, è sicuramente il numero di veicoli iscritti per categoria, con un maggiore interessamento ai side-by-side, che quest’anno triplicano il numero di presenze rispetto alla scorsa edizione.

Tra i protagonisti troveremo i vincitori della scorsa Dakar, Carlos Sainz e Lucas Cruz, a bordo di una Mini JCW Buggy e la coppia due volte vincitrice del Rally composta da Nasser al Attiyah e Matthieu Baumel. Grande attesa anche per Giniel de Villiers e Von Zitzewitz; per Cyril Despres e David Castera. Sebastien Loeb, nove volte campione del mondiale Rally, no mancherà e correrà al fianco di Daniel Elena.

Per ottenere un grande risultato in questa edizione della Dakar saranno necessarie, ai piloti e i co-piloti, doti di velocità, strategia, orientamento e conservazione. Fondamentale sarà come sempre la presenza dei meccanici e dei relativi mezzi di assistenza, un fattore da non dimenticare in un tipo di sfida così lunga e complicata.

La competizione sarà anche quest’anno molto agguerrita ma, tra paesaggi mozzafiato, imprevisti e colpi di scena, la vera e unica protagonista sarà come sempre l’avventura: «Soltanto pochi supereranno il traguardo, perché partecipare alla Dakar è molto più di questo».