L’Australian Open, teatro di un tennis imprevedibile che sfila sul manto blu di Melbourne, apre l’attesissima stagione degli Slam.

È la prima vera prova dell’anno, il momento per capire chi nel 2019 sarà l’uomo da battere. Per valutare chi ha recuperato gli infortuni, chi sarà da tenere d’occhio in futuro.

Dal 14 al 27 gennaio sui campi australiani si sfideranno i migliori tennisti del mondo e le nuove promesse del futuro. Per i più giovani arrivare allo Slam non è stato facile vista la fase di qualificazione durissima che hanno dovuto affrontare.
Tra tutti sono stati i giovani italiani quelli ad avere più sfortuna nella fase precedente all’inizio del torneo. Le estrazioni casuali hanno infatti portato a derby e partite fratricide che sono andate a escludere inesorabilmente molti degli azzurri dai turni successivi.

I grandi del nostro paese in questa edizione sono soprattutto uomini, capitanati dal solito focoso Fabio Fognini, tredicesimo nel ranking mondiale. Ai blocchi di partenza anche Marco Cecchinato, Andreas Seppi, Matteo Berrettini e Thomas Fabbiano. Unica azzurra pronta per lo Slam è la ventisettenne Camila Giorgi.

Gli azzurri per poter crescere in questo 2019 si dovranno sfidare con i mostri sacri delle passate stagioni tennistiche, protagonisti dei primi posti nella classifica ATP.

Re Roger, nell’anno in cui spegnerà trentotto candeline, ha voluto fare un passo indietro dopo un balzo in avanti. Lo svizzero è infatti fresco di vittoria di Perth in Hopman Cup, un buon inizio per il 2019, ma ha anche ammesso di non essere il favorito per il torneo.
Secondo Federer, vincitore delle ultime due edizioni dell’Australian Open, l’uomo da battere sarà Novak Djokovic.

È il serbo quello ad aver stupito tutti con il suo anno di rinascita e con la velocissima e impensabile risalita nella classifica ATP, fino a raggiungere di nuovo il suo apice e chiudere lì la passata stagione. Per Nole il 2018 è stato un anno di vittorie nonostante un inizio difficile.

Djokovic ha già raggiunto la vetta australiana per sei volte in carriera, rivelando proprio lì il suo talento sul cemento. La vittoria a Melbourne manca al serbo da tre anni e proprio questa rinascita della sua carriera potrebbe trovare il suo compimento nel settimo successo australiano.

Non bisogna però dimenticare il valore dei suoi avversari, dallo stesso Federer, campione senza tempo, al rivale di sempre Rafael Nadal. Lo spagnolo non è forte sul cemento australiano, conquistato una sola volta nel 2009, ma la forza del suo ritorno dopo i tanti infortuni potrebbe bastargli per un nuovo grande successo.

Alle spalle dei soliti tre grandissimi si insidiano tutti gli altri, con attenzione sui soliti fuoriclasse Del Potro, Anderson e Cilic ma anche sul giovane Alexander Zverev.

Le maggiori aspettative stagionali puntano proprio sui risultati del tedesco classe 1997, che nelle ATP Finals 2018 ha conquistato il titolo, battendo prima Federer e poi Djokovic.

Oltre alla scalata nella classifica ATP e il valore della vittoria in uno Slam, i grandi campioni quest’anno hanno un motivo in più per lottare con le unghie e con i denti. Il montepremi di quest’anno, infatti, è salito a quota 39 milioni di euro, con un incremento del 14%. Oltre all’aumento del premio per i vincitori dei singoli, che sarà di 2,5 milioni, a diventare stellare è la gratificazione per i qualificati. Chi supererà la fase preliminare e verrà poi eliminato al primo turno riceverà un importo minimo di 75.000 euro.

L’unicità dell’Australian Open rispetto agli altri Slam sta però nella sua posizione all’inizio del campionato, inizio di un percorso sempre lungo e inaspettato. Potrebbe essere la conferma dei grandi talenti o la scoperta di giovani promesse.

L’inizio di un declino o la temporanea caduta di un maestro. Qualunque sia l’esito di questa edizione del torneo, il cemento dell’Australian Open sarà ancora una volta l’inizio di un anno sorprendente.