Il titolo è naturalmente provocatorio ma, quello che sta coinvolgendo il cestista turco Enes Kanter ha dell’incredibile. Vi basti pensare che 2 anni fa è stato accusato di terrorismo e gli sono stati invalidati i documenti. Cruciale nella vicenda il suo supporto a Fethullah Gülen, ex alleato di Erdoğan e ora suo nemico giurato.

Negli States

Il supporto del giocatore dei Knicks a Gülen è diventato ufficiale dal suo arrivo negli States, causa che non ha mai smesso di appoggiare neppure politicamente, andando ad elogiarne spesso la figura. Fino al 2016 tutto questo non aveva creato nessun problema in patria dove, anzi, il ruolo esercitato dalle scuole güleniste è stato fondamentale per molti turchi; il problema nasce a luglio di quell’anno.

kanter erdoğan
Enes Kanter

Il tentato colpo di stato rompe definitivamente l’alleanza fra Erdoğan e Gülen, accusato dal presidente di essere dietro al golpe fallito. Enes Kanter prenderà allora le parti del suo maestro, lanciando attacchi pesanti e pubblici verso il leader dell’AKP chiamandolo “l’Hitler del nostro secolo”. Dopo aver ricevuto diverse minacce di morte in seguito a tali dichiarazioni ha detto che ha intenzione di cambiare il proprio cognome in Gülen.

Reazione turca

kanter erdoğan
Recep Tayip Erdoğan

Il governo turco ha poi reagito con altrettanta durezza ai commenti di Kanter con conseguenze molto pesanti per la carriera del cestista. Il 20 maggio è infatti stato fermato in Romania a causa dell’invalida del governo turco ai suoi documenti. Poco dopo essere rientrato negli States è stato poi accusato di terrorismo e da allora il governo turco ne chiede l’estradizione. Una situazione surreale. L’ultimo caso saltato agli onori di cronaca è il rifiuto di seguire i Knicks in Uk per paura di spie turche, preoccupazioni che fanno percepire ancora meglio il clima cupo che si sta creando attorno alla vicenda.

Il nemico ovunque

kanter erdoğan
Fethullah Gülen

Se avete visto Börü, potrete capire ancora meglio il clima che si respira attorno alla figura del predicatore turco, visto in patria come una sorta di “mostro strisciante”. In quella serie si vede particolarmente bene questa tensione nell’aria, come se, potenzialmente, le lame potessero arrivare da ogni dove. Inutile specificare che il clima è volutamente lasciato di questo tipo, ed è qualcosa che si nutre di polemica per guadagnarsi il proprio status.

Va contrastata sempre l’accusa di terrorismo verso un innocente, però non va dimenticato che Kanter ha voluto pubblicamente schierarsi. Naturalmente questo non giustifica e non giustificherà mai la sospensione dei documenti o simili, attenzione però a chiamare ingenuo chi non lo è. Enes sa il peso delle sue azioni e le sta portando avanti per la sua battaglia personale “il sostegno a Gülen” che, per quanto possa essere o meno una brava persona, in Turchia è ufficialmente un terrorista. La polemica, a nostro modo di vedere, può essere sul giudicare o meno costui e la sua organizzazione un gruppo “terroristico”, ma non sul fatto che chi viene considerato tale venga perseguitato.

Seguiteci sulla nostra pagina facebookYouTube e Instagram, ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente. Puoi leggere l’articolo anche sulla pagina Medio Oriente e Dintorni, ogni giorno il meglio di libri, musica, film e sport dal Medio Oriente.