Dopo il round marocchino tenutosi a Marrakesh, la Formula E approda in Cile, sul circuito di Santiago, per la terza prova del mondiale. Nello scorso appuntamento abbiamo assistito a un’altra grande prestazione delle due BMW, nettamente dominanti fino a 10 minuti dal termine della gara. Nelle prime fasi hanno approfittato del caos causato dal testacoda di Jean-Eric Vergne, poi si sono sbarazzate facilmente del leader Sam Bird. Tutto semplice, con Alexander Sims e Antonio Felix Da Costa apparentemente indirizzati verso una gloriosa doppietta.

A pochi minuti dal termine però, proprio quando tutto stava andando per il verso giusto, Sims ha tentato l’attacco su Da Costa. Risultato? Staccata molto forte di entrambi, ruote bloccate, leggero contatto e gare compromesse. Forte il dispiacere soprattutto per il pilota portoghese, che perde punti preziosissimi in ottica campionato. Tra i due litiganti, intanto, Jerome D’Ambrosio gode e vince l’e-Prix dopo una grande rimonta, prendendosi anche la leadership della classifica.

Non è la prima e non sarà nemmeno l’ultima volta che due compagni di squadra si ostacolano a vicenda e mandano in fumo le rispettive gare. Nel passato troviamo numerosi esempi di rivalità intestine, episodi, scontri e fatalità avvenute proprio tra compagni di box. Abbiamo raccolto per voi i più iconici degli ultimi 15 anni.

LEWIS HAMILTON E NICO ROSBERG

Dal 2014 al 2016 alla guida della vettura del team Mercedes di Formula 1, l’inglese e il tedesco hanno dato vita a battaglie indimenticabili, senza esclusione di colpi, frecciatine e scontri in pista. Se la gara in Barhain del 2014 è l’esempio positivo della loro rivalità, il culmine negativo fu raggiunto a Barcellona, due anni dopo, dove si autoeliminarono dopo le primissime curve del GP. Fu la prima volta, dopo 4 anni, che nessuna delle due frecce d’argento terminò la gara in zona punti, e fu anche la prima vittoria in carriera di Max Verstappen, che al debutto assoluto in Red Bull divenne il più giovane di sempre a trionfare in un Gran Premio di F1.

MAX VERSTAPPEN E DANIEL RICCIARDO

A proposito di Verstappen, in questi anni è sempre stato molto aggressivo in tutte le battaglie in cui è stato coinvolto in pista. Ha sempre avuto il coltello tra i denti, pronto a rispondere e a difendersi dagli attacchi degli altri piloti. Peccato, però, che spesso abbia esagerato. Ne sa qualcosa Daniel Ricciardo, suo ormai ex compagno di scuderia: nell’ultima edizione del Gran Premio dell’Azerbaijan, sul circuito cittadino di Baku, i due si sono trovati in battaglia e, alla fine del rettilineo, dopo svariati cambi di direzione dell’olandese, si sono scontrati ad alta velocità, terminando contro il muro la propria corsa.

SEBASTIAN VETTEL E MARK WEBBER

Rimaniamo in casa Red Bull, ma torniamo indietro di ben 9 anni. Il 2010 fu il primo dei 4 anni del dominio di Sebastian Vettel. La vettura progettata da Adrian Newey era quella da battere ed era guidata da due piloti molto validi, ovvero Vettel e l’australiano Mark Webber. La gioventù contro l’esperienza. Le tensioni tra loro culminarono in Turchia, all’Istanbul Park: i due si colpirono in rettilineo dopo una gara che avrebbe sicuramente prospettato una doppietta, rischiando di compromettere il campionato di entrambi. Per loro fortuna così non fu, ma l’incidente e il successivo gesto di Vettel – che diede del pazzo a Webber – sono entrati nella storia.

NICKY HAYDEN E DANI PEDROSA

Togliamo due ruote e passiamo in MotoGP. Anche qui, come nel caso precedente e in quello di Da Costa e Sims, la rincorsa al titolo mondiale rischiò di essere mandata all’aria da uno scontro fratricida. All’Estoril, in occasione del GP del Portogallo 2006, Dani Pedrosa tentò un sorpasso molto azzardato su Nicky Hayden, leader del campionato e suo compagno. Dopo essere finito sul cordolo lo spagnolo cadde, centrando in pieno proprio Hayden. Come nel caso di Vettel, per fortuna del compianto Nicky, questo episodio non andò a intaccare la strada per il titolo, anche se incrinò esponenzialmente il rapporto tra i piloti.