Un mese prima del ritorno della Grande Boxe a Milano, il teatro Principe ha registrato un altro successo. Se, infatti, l’8 marzo 2019 al Superstudio Più di Milano andrà in scena una grande riunione, il Ring Rooster del 9 febbraio 2019 ha registrato un altro tutto esaurito.

Visto il successo della riunione di novembre a Firenze e il recente incontro per il titolo mondiale WBO che ha visto protagonista, seppur sconfitto, Carmine Tommasone sul ring del Ford Center di Dallas; si può affermare che il rilancio della boxe in Italia stia davvero compiendo importanti passi in avanti, grazie soprattutto alla fortunata join venture tra Matchroom Boxing, Opi since 1982 e DAZN, che si stanno fortemente impegnando per riportare a grandi livelli la Nobile Arte anche in Italia.

Il Ring Rooster, organizzato dal Francis Boxing Team con la palestra Rocky Marciano presso il suggestivo teatro Principe, è stato presentata da Valerio Lamanna con la collaborazione delle splendide Cecilia Zagarrigo e Francesca Bosco.

Il pubblico si è entusiasmato per la qualità dei combattimenti e lo ha dimostrato facendo un tifo di stampo calcistico per tutta la sera.

Durante lo spettacolare combattimento, nella categoria dei pesi leggeri, tra Giuseppe Fiorino e Gerardo Minio si è raggiunto l’apice dei decibel, tanto che uno spettatore inesperto avrebbe pensato di assistere ad un match valevole per un titolo europeo o mondiale. Invece, era una sfida tra due esordienti: Fiorino era al debutto assoluto, mentre Gerardo Minio aveva disputato tre incontri con un bilancio di 1 pareggio e 2 sconfitte. A riprova che il vecchio adagio americano styles make fights è sempre valido.

Styles make fights

E’ lo stile dei pugili che rende spettacolare un combattimento, non la loro esperienza o il titolo in palio. Due neofiti che danno il 100% quando combattono, che non si sottraggono alla battaglia a viso aperto, che accettano il rischio di finire K.O. – accade spesso quando si tirano pugni a raffica perché si pensa più ad attaccare che a difendersi – rendono spettacolare un combattimento e fanno balzare in piedi gli spettatori.

Merito del matchmaker che sceglie i pugili da far combattere uno contro l’altro, un professionista di cui non si parla mai a sufficienza, ma che è fondamentale per la buona riuscita di una manifestazione.

Nessuno vuole vedere un campione che fa fuori in un solo round un brocco. Gli appassionati di pugilato vogliono emozioni e quindi vogliono vedere una sfida tra due pugili dello stesso livello che danno tutto sul ring.

Chi non ama l’azione, l’imprevedibilità della battaglia, non va a vedere il pugilato.

Quando Fiorino ha attaccato Minio – spesso con dei corti ganci alla mascella – non c’era un solo spettatore che non urlasse a squarciagola e quando l’arbitro, al termine di 4 combattutissime riprese, ha alzato il braccio di Giuseppe in segno di vittoria è stato il tripudio.

Un match complicato per Matteo Rondena

Anche il peso massimo leggero Matteo Rondena ha ricevuto la sua parte di applausi superando ai punti
Ovidiu Enache dopo 6 riprese. Matteo è stato attento a non esagerare, portando i suoi pugni solo quando era sicuro di centrare il bersaglio, ma le sue combinazioni al viso ed al corpo hanno lasciato il segno su Enache entusiasmando il pubblico. Nella quinta e nella sesta ripresa il rumeno era in evidente difficoltà e si è aggrappato a Matteo diverse volte, l’ultima tenendogli addirittura la testa in una presa per qualche secondo finché l’arbitro non è intervenuto. Matteo non ha gradito la scorrettezza e stava per riprendere ad attaccare Enache, ma è suonato il gong finale e Francis Rizzo ed Alessandro Meda sono saliti sul ring per calmare Rondena. Durante il match, notando che Matteo si stava innervosendo per le continue scorrettezze dell’avversario, Francis Rizzo ha urlato:

«Matteo, mettilo ko altrimenti salgo sul ring e ci penso io».Un allenatore fa il suo lavoro anche così…

Adesso il record di Matteo Rondena è di 8 vittorie e 4 sconfitte. Il suo obiettivo è diventare campione d’Italia dei pesi massimi leggeri.

La sfida femminile

La sfida femminile tra Valeria De Francesco e Francesca Paglia, nei pesi mosca, è stata all’altezza delle
aspettative. Le due atlete si erano già affrontate lo scorso 11 novembre, a Francofonte, in Sicilia, e prevalse ai punti Valeria De Francesco. Anche al teatro Principe ha vinto ai punti Valeria, al termine di 6 riprese molto combattute.

Il compito più difficile della serata

Il debuttante peso superleggero Bruno Maraja ha avuto il compito più difficile della serata perché il suo avversario è cambiato: invece del piemontese Shakib El Kadimi, ha affrontato il peruviano Marvin Luis Castillo Vargas. Un altro vecchio adagio della boxe è che i pugili latinoamericani sono tutti difficili da affrontare. Il match tra Maraja e Vargas ha confermato questa convinzione. Il peruviano è venuto al teatro Principe per vincere e ha attaccato Maraja, che ha risposto ai suoi pugni trasformando la sfida in una battaglia che ha scatenato gli applausi del pubblico. Al termine delle 4 riprese previste, entrambi i pugili erano segnati in volto ma Bruno Maraja ha prevalso sui cartellini dei tre giudici. Verdetto condiviso dal pubblico.

Avrebbe dovuto combattere anche il peso supermedio Vadim Gurau, ma il suo match è saltato per indisponibilità dell’avversario. Questa lacuna è stata ampiamente colmata dagli incontri tra dilettanti che
hanno preceduto quelli tra professionisti.

«Il successo di Ring Rooster ha superato le mie aspettative – commenta Francis Rizzo – da ogni punto di vista. Il teatro era pieno, il pubblico era soddisfatto, la copertura mediatica è stata ottima sia da parte dei mezzi di comunicazione locali che nazionali. Colgo l’occasione per ringraziare i giornalisti, in particolare quelli che sono venuti al teatro Principe. Voglio ringraziare anche lo chef Alessandro Martinelli che ha cucinato per gli ospiti della sezione VIP, che hanno dimostrato di gradire moltissimo l’ottima qualità delle sue pietanze. Per l’occasione abbiamo voluto allestire un’area riservata agli sponsor in stile americano con tavole apparecchiate, comode poltrone e servizio al tavolo. Insomma, abbiamo fatto di tutto per allestire un evento che non avesse nulla in meno rispetto agli eventi sportivi che si svolgono a Milano».