Sorride. Dopo due mezze giornate a bordo del nuovo gioiello di casa Renault, Daniel Ricciardo sorride. Risponde al cellulare di un giornalista con un improvvisato: «Hola amigo!» e non perde il buon umore neanche quando gli argomenti si fanno difficili. Parla di crescita e di cambiamento, senza lasciarsi scappare qualche frecciatina sulla ex Red Bull.

Durante la prima sessione dei Test invernali di Formula 1, al Circuito di Catalogna, il pilota australiano ha potuto accendere il motore della sua scommessa per il 2019: la nuova R.S. 19. Un azzardo che per tanti rappresenta un passo indietro nella carriera del pilota australiano, passato alla scuderia francese dopo aver lasciato la più competitiva Red Bull, ma che per Ricciardo ha il sapore della sfida.

«Quello che posso dire in questo momento è che mi trovo bene sulla macchina, sono comodo e ho avuto una buona impressione sugli pneumatici – ha commentato il pilota intervistato nell’Hospitality del suo Team – la monoposto è stata molto costante e l’unico momento spiacevole è stato quello della rottura del DRS».

Proprio durante la sessione mattutina del secondo giorno, Ricciardo si è visto volare via l’ala del DRS in pieno rettilineo, perdendo così la sua Renault, che fortunatamente non ha toccato le barriere.
«Ma i test servono proprio per capire dove stanno gli errori, per non commetterli più», ha detto il pilota che è sembrato più che pronto ad affrontare la nuova avventura con la scuderia francese.

Courtesy of Le Coq Sportif

I nuovi colori gli piacciono, in Renault si sente già a casa, ed è difficile pensare il contrario visto il carattere solare del ragazzone di Perth, ma cambiare tuta dopo tanti anni in Red Bull è stato comunque uno dei momenti più particolari del suo ultimo anno.

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Era dai tempi dell’esordio in Toro Rosso che Ricciardo vestiva i colori della Red Bull, con un toro o due sempre ben stampati sul petto, e il passaggio si è fatto sentire anche a Barcellona: «Ho visto i meccanici della Red Bull in pit lane, che probabilmente aspettavano Gasly, e l’occhio mi è caduto inevitabilmente lì. Poi gli ho fatto ciao-ciao con la mano e sono andato dai miei ragazzi».

La stoccata a Red Bull

Proprio parlando della sua ex scuderia l’australiano non si è fatto mancare qualche frecciatina, mettendo in evidenza le prime differenze riscontrate tra la casa del Toro e Renault.
«Qui mi chiedono un sacco di feedback, è un lavoro che stiamo facendo insieme – ha spiegato senza mezzi termini – mentre in Red Bull mi dicevano che cosa fare e basta. Ho scelto un Team in crescita, che sa a che punto si trova e quali sono i progressi da fare».

Courtesy of Le Coq Sportif

Per l’australiano infatti il maggior problema nella collaborazione con la scuderia austriaca è stata la continua delusione delle proprie aspettative.

«La Renault vuole vincere ma l’aspettativa per quest’anno è che non vinceremo. Puntiamo a migliorare e se lo facciamo sarà fantastico, mentre in Red Bull ogni anno si diceva ‘questo sarà il nostro anno’. Non c’è niente di male in questo ma il rischio di essere delusi è ovviamente molto più alto».

Quando Ricciardo è arrivato nella casa del Toro, infatti, la scuderia usciva da una striscia molto positiva con i mondiali vinti da Sebastian Vettel e, per l’australiano, guidare una Red Bull significava poter avere la macchina con cui vincere un Mondiale.
«Ma così non è stato – ha aggiunto il pilota alzando le spalle – e la partnership con Honda mi ha fatto capire che rimanere in Red Bull sarebbe stato potenzialmente più rischioso – sia per la mia felicità, che per la motivazione di tutta la squadra – rispetto ad affrontare questa nuova sfida».

All’alba di questo 2019 nessuno può giudicare se quella di Ricciardo sia stata o meno la scelta giusta per la sua carriera. La certezza è che l’anno appena iniziato, inaugurato sul cemento ruvido del Circuito catalano, sarà essenziale per il futuro del pilota. Lui, dietro i sorrisi e le gag improvvisate, sembra esserne perfettamente consapevole, pronto più che mai a dimostrare il suo talento.