Il 2019 sarà un anno importante per il team Renault in Formula 1. Il costruttore francese, unica altra grande casa automobilistica impegnata nel campionato sia come costruttore che come motorista assieme a Ferrari e Mercedes, è in costante crescita dal suo rientro a tempo pieno nella massima serie, targato 2016.

Dopo aver centrato il quarto posto nella classifica costruttori alla fine della stagione scorsa, l’obiettivo dichiarato degli uomini di Cyril Abiteboul è quello di confermarsi come best of the rest, ma non senza la fame di arrivare a conquistare anche qualcosa in più.

Al termine dello scorso anno il team ha salutato il giovane talento Carlos Sainz Jr. per far posto a una delle pedine di mercato più ambite, quel Daniel Ricciardo da alcuni considerato uno dei migliori driver in circolazione, da molti ritenuto il migliore quando si tratta di sorpassare e da tutti adorato per la sua innata simpatia e la sua personalità esplosiva ma mai fuori luogo.

Dopo anni sul pianeta Red Bull, Daniel ha deciso che fosse tempo di prendere un’altra strada e ha deciso di puntare sulla lenta ma, finora, inesorabile scalata della squadra fino ai piedi del podio, e sia lui che il suo nuovo compagno Nico Hulkenberg non nascondono che la loro inedita sfida interna potrebbe portare a qualche piazzamento d’onore qua e la durante la stagione.

La speranza, soprattutto dell’australiano, è che assieme alle performance della RS19 arrivino anche i guai della power unit Honda. I motori giapponesi hanno debuttato, non senza qualche dubbio, sulle monoposto di Milton Keynes la scorsa settimana proprio qui a Barcellona, dopo il disastro del ritorno in McLaren e l’anno tutto sommato discreto con Toro Rosso che alla fine ha convinto Christian Horner.

Questa l’aria che si respira nel box giallo e nero, di cui siamo stati ospiti durante la penultima giornata di test a Montmelò. Qui abbiamo potuto vedere da vicino le espressioni concentrate ma serene di ingegneri e meccanici, i volti di Alain Prost e dei vertici della squadra interessati e consapevoli della sfida che li attende. Tesi il giusto, ma non preoccupati.

La sensazione è che ci sia una forte volontà di riaffermare l’identità di una casa che ha le corse nel suo DNA, così come di farsi portabandiera della Francia dei motori in contrapposizione ai rivali italiani e tedeschi che da anni dominano il Mondiale.

Non stupisce in tal senso la scelta, già dalla scorsa stagione, della partnership con un marchio storico dell’abbigliamento sportivo come Le Coq Sportif, un connubio inedito e sicuramente audace che contribuisce però a lanciare un messaggio ben preciso.

La visita al box e all’hospitality Renault è stata anche l’occasione per fare qualche domanda proprio a Ricciardo e Abiteboul sul presente e futuro del team e dello sport stesso, che sta attraversando un momento di forte rinnovamento e sta cercando, sotto la guida di Liberty Media, di tornare ad essere in cima alle preferenze anche del pubblico più giovane. Per sapere cosa ci hanno raccontato, l’appuntamento è con il primo numero cartaceo del 2019 in arrivo questo mese.