È rincominciato il motomondiale, ricco di tantissime novità e di altrettante conferme. Jorge Lorenzo alla Honda, Danilo Petrucci in Ducati e i rookie della Moto2 e della Moto3 sono solamente alcune delle sorprese di questo 2019. Le stesse case motoristiche sono cambiate rispetto all’anno passato, alcune radicalmente. Nuovi sponsor infatti per Yamaha – che passa a Monster dopo la scissione con il Team Tech3 – e Ducati, con lo slogan Mission Winnow che abbiamo potuto ammirare anche nei test prestagionali di Formula 1 sulla monoposto della Ferrari. Interessante anche l’ingresso del Team SIC Petronas tra le file della MotoGP, con Franco Morbidelli e il debuttante Fabio Quartararo.

In Moto2 la novità più significativa è indubbiamente quella del nuovo motore tre cilindri Triumph, apprezzato da tanti piloti. I tempi fatti segnare sia nei test che nel primo weekend sono veramente ammirevoli, addirittura più veloci delle MotoGP di qualche anno fa.

Per quanto riguarda la Moto3, vedremo quali saranno i campioni di domani, dopo l’addio del campione del mondo Martin e di tanti suoi contendenti tra cui Fabio Di Giannantonio, Enea Bastianini e Nicolò Bulega.

Moto3: a Toba il primo round

Dopo la prima pole stagionale conquistata da Aron Canet, nuovo pilota del neonato team di Max Biaggi, abbiamo assistito alla classica gara di gruppo in Moto3. Spunti importanti da parte di Romano Fenati – al ritorno dopo la squalifica – e Lorenzo Dalla Porta, che riesce a sfruttare benissimo la potenza del suo motore Honda. A rovinare la festa al pilota toscano ci pensa però Kaito Toba, sul rettilineo, caparbio a sfruttare la scia del 48 e ad aggiudicarsi il primo round stagionale. Toba è uno degli ultimi prodotti dell’Asia Talent Team, che sta facendo un gran lavoro per i giovani piloti, ed è anche il primo pilota giapponese a vincere una gara nella categoria minore dal 2007 (l’ultimo fu Tomoyoshi Koyama).

piloti-qatar-3Baldassarri un anno dopo, ma che Luthi!

Nel 2018 Lorenzo Baldassarri e Pecco Bagnaia regalarono una gara pazzesca in Qatar, culminata con il trionfo dell’ormai ex pilota dello Sky Racing Team e tanti problemi per il numero 7 del Team Pons. Un anno dopo Balda è riuscito a vincere e a prendersi di forza il gradino più alto del podio dopo una gara dominata dal l’inizio alla fine. Grande spettacolo nel finale per la rimonta di Tom Luthi – retrocesso in Moto2 dopo un solo anno di MotoGP – che è riuscito a risalire dalle retrovie fino a lottare con lo stesso Baldassarri nell’ultima tornata. Molto bene Enea Bastianini (nono) e Fabio Di Giannantonio (undicesimo) da debuttanti, considerando che il salto dalla Moto3 alla Moto2 è spesso complicato da gestire e  che richiede molto tempo per essere metabolizzato. Tanta delusione invece negli occhi di Nicolò Bulega, fuori dalla gara fin dalle primissime fasi.

È sempre Dovi-Marc, Yamaha oggetto del mistero

Nonostante i piloti cambino, le squadre cambino e gli sponsor cambino, a giocarsi la vittoria in Qatar sono sempre loro due. Dovizioso e Marquez sembrano davvero poter giocare con gli avversari, decidendo il ritmo di gara e creando gap ogni volta lo vogliano. Nell’ultimo giro danno vita ad un duello avvolgente, che sembra essere sempre più duro tra loro con il passare degli anni. L’epilogo è la fotocopia dell’anno passato: il pilota Ducati incrocia la Honda Repsol 93 all’ultima curva e vince nel rettilineo d’arrivo. Bene Cal Crutchlow (3°) e le due Suzuki.

Valentino Rossi termina in quinta posizione dopo una grande rimonta dalla 14° posizione e finisce davanti al compagno Maverick Vinales (settimo), lontano parente di quello che ha conquistato la pole il giorno prima. Davvero inspiegabili questi sbalzi di prestazioni da parte dei due piloti ufficiali. Peccato per Bagnaia – costretto al ritiro – e Quartararo, che ha però fatto segnare il giro veloce in gara dopo essere partito dalla pit-lane a seguito di problemi in griglia. Male anche il convalescente Jorge Lorenzo, in una prima gara con i colori Honda totalmente da dimenticare.

Tra tre settimane la tappa Argentina potrebbe dare molte più risposte sia a livello di prestazioni sia di risultati per tutte le categorie. Per il momento questo nuovo anno di motomondiale ha confermato tante vecchie e spettacolari abitudini.