È iniziata con un terribile e inaspettato lutto la nuova stagione di Formula 1. A meno di ventiquattro dal normale inizio del weekend di gara, tra conferenze stampa e sessioni di prove libere, è giunta la notizia della morte di Charlie Whiting, lo storico direttore di gara della F1.

Il dirigente sportivo britannico, scomparso a causa di un’embolia polmonare all’età di sessantasei anni, era apparentemente in buona salute e la sua scomparsa ha quindi colpito tutto l’entourage del motorsport come un fulmine a ciel sereno.

Whiting era arrivato a Melbourne, dove domenica si disputerà il primo Gran Premio della stagione, per svolgere come di consueto il suo ruolo di direttore di gara, una delle figure più importanti in tutto il panorama dello sport motoristico.

La triste notizia ha quindi enormemente colpito tutti i suoi collaboratori e chiunque, nel corso degli anni, abbia avuto modo di lavorare a stretto contatto con lui. I messaggi di cordoglio arrivati sono stati tantissimi e, come sempre, tra le tante voci si è distinta quella del Presidente della Fia Jean Todt che è apparso visibilmente provato dalla scomparsa dell’amico e lo ha voluto ricordare come un vero e proprio personaggio rivoluzionario che «ha incarnato l’etica e lo spirito di questo fantastico sport».

Nella conferenza stampa piloti, organizzata come in ogni fine settimana di gara durante giornata di giovedì, il ricordo del direttore di gara è stato al centro dell’attenzione generale.

Ai microfoni della stampa si sono espressi a riguardo i cinque piloti scelti per la prima sessione dell’anno: l’attuale campione del mondo Lewis Hamilton, il tedesco di Maranello Sebastian Vettel, il campione di casa Daniel Ricciardo, il pupillo di Red Bull Max Verstappen e l’amatissimo polacco Robert Kubica.

Durante il giro di risposte la parola più ricorrente è stata “shock”. Un sentimento con cui tutti si sono svegliati nella prima mattina di appuntamenti del weekend.
«Sono sconvolto per la morte di Charlie – ha iniziato Vettel – proprio ieri abbiamo chiacchierato mentre camminavamo insieme per la prima parte del tracciato».

Tutti hanno voluto ricordare il contributo enorme che Whiting ha portato alla Formula 1 in termini di sicurezza e il suo essere sempre dalla parte dei piloti, anche quando i problemi in pista ricadevano sulle sue spalle.

Il lavoro del direttore di gara, complesso e spesso al centro di polemiche, era infatti per il britannico soprattutto un lavoro di mediazione, sempre alla ricerca del giusto compromesso tra team e piloti, regole scritte e valori morali, divertimento e sicurezza.

La carriera di Whiting, attivo nel mondo del motorsport a partire dagli anni Settanta, lo ha visto passare dal mondo del Rally a quello dei circuiti. Un viaggio lungo quasi cinquant’anni in cui l’inglese è stato capo meccanico per la Brabham ma anche delegato Tecnico della Fia, in un percorso di crescita che lo ha portato ai vertici della Formula 1, in un lavoro fatto soprattutto di passione.

L’addio di Charlie è sicuramente il più amaro degli inizi per questa Formula 1 2019 ma, senza ombra di dubbio, domenica in pista tutti i pensieri saranno dedicati a lui e a quel lavoro di dedizione e amore che ha permesso alla Formula 1 di essere, oggi, la più sicura della sua storia.