Bottas-2Dominio Mercedes, Bottas da favola

«Siamo circa mezzo secondo dietro alle Ferrari» – così aveva esordito Lewis Hamilton in conferenza stampa giovedì. Che avesse messo le mani avanti e non di poco era abbastanza chiaro a tutti, ma che la situazione fosse completamente contraria no. Dopo i giorni di test in Catalunya, Ferrari era all’apparenza la monoposto più completa e bilanciata, con entrambi i piloti estremamente veloci e competitivi. Al contrario, il team Mercedes aveva sofferto a dismisura le modifiche dovute al nuovo regolamento, e sembrava qualche passo indietro, non solo rispetto alla rossa di Maranello.

Il Gran Premio d’Australia ha completamente ribaltato gerarchie e aspettative, regalando alla Mercedes la quarantacinquesima doppietta della sua storia. È Valtteri Bottas a conquistare la prima vittoria stagionale, dominando una gara dalla prima all’ultima curva. Bottas si è anche aggiudicato il punto addizionale per il giro veloce, diventando quindi il primo pilota della storia della Formula 1 a conquistare 26 punti in un GP. Ha staccato il suo compagno di squadra di quasi 30 secondi, facendo lavorare bene quella mescola media che ha dato tanti problemi alla monoposto di Lewis Hamilton. Il britannico ha concluso in seconda posizione, in una gara di difesa nei confronti di Max Verstappen – terzo al traguardo – che regala il primo podio di sempre alla Power Unit Honda. Gara molto consistente quella dell’olandese, se consideriamo che l’altra RedBull di Pierre Gasly è rimasta fuori dai punti.

Ferrari: difesa o difficoltà?

Bottas-4Inizia male, anzi malissimo, il campionato della Ferrari. Sebastian Vettel e Charles Leclerc terminano rispettivamente quarto e quinto, ma a far preoccupare i meccanici e i tifosi della rossa è il distacco preso dalle frecce d’argento, più precisamente da Bottas: il finlandese infatti ha rifilato quasi un minuto al pilota tedesco della Ferrari, in netta difficoltà – con la stessa mescola di Hamilton – anche rispetto al compagno di squadra. A Leclerc infatti è stato chiesto di mantenere le posizioni, nelle fasi finali di gara, nonostante il monegasco fosse molto più veloce del tedesco.

È indubbiamente troppo presto per dare giudizi, e il GP di Melbourne ha spesso rappresentato un’eccezione rispetto alle altre gare, ma il mondiale per la rossa è iniziato col piede sbagliato. Vedremo – come ci suggerisce il team principal Mattia Binotto – se Ferrari riuscirà ad esprimere il suo vero potenziale nelle prossime gare.

Grande bagarre a centro gruppo

Oltre alla sorpresa Bottas, le cose più interessanti si sono viste nella parte medio-alta della classifica. Benissimo Kimi Raikkonen – nono – e Danil Kvyat – decimo – che demoliscono i rispettivi compagni di squadra, ancora troppo acerbi alla primissima gara. Prestazione quasi fotocopia per Renault e Haas, entrambe con un pilota a punti e uno ritirato. A farne le spese sono Romain Grosjean e Daniel Ricciardo. Sorte beffarda per il francese, che deve ritirarsi per un problema al pit stop molto simile a quello dello scorso anno. L’idolo di casa Ricciardo, invece, ha dovuto riportare la sua monoposto ai box dopo un contatto nelle primissime fasi di gara, appena spenti i semafori.

A punti anche Lance Stroll, che in rimonta arriva davanti al suo compagno Sergio Perez e inizia a mettere a tacere le troppe voci sul suo passaggio in Racing Point. Solida gara per Lando Norris, uno dei migliori in qualifica – portando la McLaren in Q3 – nonostante non sia riuscito a mantenere la posizione conquistata 24 ore prima. A proposito di McLaren, è stato costretto al ritiro anche Carlos Sainz, per una rottura al motore. I piloti spagnoli e le Power Unit della scuderia inglese non riescono proprio a trovarsi, chiedere a Fernando Alonso.

Le prestazioni di tutti questi piloti sono state tutte molto simili. I distacchi a fine gara sono stati minimi rispetto agli anni passati, e c’è come l’impressione che ci divertiremo tanto a centro classifica, con tanti duelli per la zona punti tra piloti e scuderie diverse.

Disastro Williams

Dulcis in fundo, ma veramente “in fundo”, la Williams di Robert Kubica e George Russell. La loro gara non è nemmeno giudicabile, considerando le innumerevoli problematiche che coinvolgono la storica scuderia britannica in questo inizio di stagione. Per quel che conta, il debuttante Russell è arrivato davanti all’esperto Kubica, in un weekend totalmente da dimenticare per il polacco ex-Renault.