Il GP d’Argentina

Nel weekend è andato in scena il Gran Premio d’Argentina nel circuito di Termas de Rio Hondo. Jaume Masia è stato protagonista della gara di Moto3, concretizzando la bellissima pole position del sabato. In Moto2 seconda vittoria consecutiva per Lorenzo Baldassarri, sempre più leader del campionato. Molto sfortunato Xavi Vierge, a cui si è spenta la moto nel giro di ricognizione, quando sarebbe dovuto partire dalla prima casella in griglia. Ancora un po’ appannato Luca Marini.

La gara della MotoGP ha visto una lotta serrata per il podio e per le posizioni subito dopo il podio. Valentino Rossi è riuscito ha conquistare la seconda posizione dopo un bellissimo duello con Andrea Dovizioso. Peccato per Franco Morbidelli, caduto nelle fasi finali in un contatto con Maverick Vinales. Bene anche Alex Rins, quinto al traguardo dopo una bella rimonta.

I veri protagonisti del weekend però sono stati, in positivo e in negativo, i due piloti della Honda ufficiale HRC. Marc Marquez e Jorge Lorenzo hanno mostrato due facce di una Honda competitiva per il primo e in piena difficoltà per il secondo. Bisogna anche dire che i due arrivano da due situazioni e condizioni completamente differenti.

Il dominio di Marc Marquez

Marc Marquez ha vinto il GP di Rio Hondo in maniera del tutto solitaria. Il “cabroncito” è scappato fin dalle primissime tornate, martellando tempi su tempi alla “Jorge Lorenzo” – per rimanere in tema – e dando dieci secondi a tutti gli altri. È stato competitivo per tutto il weekend, e la sua vittoria era più che pronosticabile nei giorni antecedenti il Gran Premio. È stato anche aiutato dai suoi avversari, che si sono ostacolati fin dalle prime battute, nonostante la vittoria sarebbe comunque stata alla sua portata, sempre con discreto distacco. La forza di Marquez da un po’ di anni a questa parte è la competitività in ogni circuito, in ogni situazione e ad ogni condizione. Riesce a dominare dove deve e a limitare i danni dove fa più fatica. È spesso nelle posizioni da podio anche in circuiti a lui più ostici. 7 titoli mondiali non si vincono senza motivo, e con la Honda forma uno dei binomi moto-pilota più forti della storia del motociclismo.

Le difficoltà di Jorge Lorenzo

E se Marquez ride il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo non può fare lo stesso. Il maiorchino ha vissuto uno dei weekend più brutti e sfortunati della sua carriera. Male il venerdì, benino il sabato, disastro la domenica. Ha erroneamente attivato il pit limiter in partenza, perdendo tutte le posizioni. Dopo aver ripreso un po’ di ritmo ha perso la gomma della manopola sinistra, guidando completamente sul metallo. Ha concluso in dodicesima posizione, beneficiando dell’harakiri di Morbidelli e Vinales. Tutto sembra andargli storto, in una situazione fisica e psicologica tutt’altro che positiva. Deve ancora comprendere bene il mezzo su cui si trova, fa ancora fatica a capire una Honda nettamente diversa dalla Ducati recentemente guidata da Jorge, e anche dalla Yamaha con cui ha vinto 3 titoli mondiali nella classe regina. Oltre a ciò, non è ancora al 100% della forma. I prossimi GP saranno cruciali per capire le sue potenzialità sulla Honda, più a livello di prestazione che di risultati.