Il cognome, la macchina rossa, la presenza silenziosa di Corinna. Uno Schumacher sale su una monoposto di Formula 1, una Ferrari, e così facendo inizia una storia nuova. È il 2019, sono i Test del Bahrain, ma per tanti è il 1995.

Questa volta però non si parla di Michael, l’eterno e sfortunato sette volte campione del mondo, ma si parla di Mick, il figlio appena ventenne.
È il suo turno per dimostrare che, oltre al cognome e ai tratti del viso, il piccolo di casa Schumacher da papà Michael ha preso anche il piede.

Per lui questo 2019 potrebbe infatti essere l’anno della consacrazione, delle opportunità vere, per dimostrare il talento e la passione verso un mondo in cui è cresciuto e che ha sempre chiamato casa.

Il suo cognome, nel bene e nel male, lo sta accompagnando in questo percorso di crescita, dandogli una visibilità maggiore rispetto a quella di tutti gli altri giovani colleghi ma, allo stesso tempo, mettendolo sotto una lente di ingrandimento mediatica, in un eterno confronto con il migliore di sempre.

Ma Mick con questo paragone ci è cresciuto e non sembra soffrire il carico di pressione che continua ad accumularsi sopra il suo casco giallo e verde fluorescente. È tranquillo. Felice del contratto con Prema Powerteam e della stagione di Formula 2 appena iniziata, entusiasta di essere entrato a far parte della Ferrari Driver Academy.

La scuola dei giovani talenti di Maranello, che proprio quest’anno festeggerà i suoi primi dieci anni, ha accolto il piccolo Schumi regalandogli, tra le altre cose, l’opportunità di scendere in pista con la monoposto di F1 durante i Test del Bahrain.

Così come successo a Charles Leclerc, anche lui ex componente della FDA, Mick ha potuto testare una Ferrari in pista, un esame importante per sé stesso e per tutta la Scuderia, molto attenta alla crescita dei suoi giovani negli ultimi anni.

Per lo Schumacher classe 1999 stanno arrivando anche le prime sponsorizzazioni importanti, tra cui il recente ingresso nella famiglia di Richard Mille, apprezzato marchio svizzero di orologi, da tempo interessato al mondo del motorsport e alle stelle nascenti del domani.

Come sempre i Test sono poco indicativi per capire il reale potenziale di un pilota, soprattutto se si tratta della sua prima volta a bordo di una monoposto come la SF90, ma l’esordio di Mick è comunque da considerare più che soddisfacente.

Per lui un buon secondo tempo, alle spalle di Max Verstappen, e la possibilità di continuare ad allenarsi anche nel secondo giorno di prove, questa volta però con l’Alfa Romeo Racing.

È ancora presto per parlare del futuro di Mick, che per formarsi ha bisogno della gavetta nelle competizioni minori come tutti gli altri aspiranti piloti di Formula 1, ma senza ombra di dubbio il suo ingresso del box Ferrari ha emozionato gli appassionati come poche volte prima.

Un’immagine di questa giornata, più delle altre, rimarrà però impressa nella mente di chi l’ha seguita con curiosità: Schumacher in pista, con la Ferrari per un giorno sua, e mamma Corinna a osservarlo dal muretto, presente ma mai ingombrante, con l’orgoglio dipinto sul volto.