Il Re del COTA…

Nel weekend del COTA, in quel di Austin, abbiamo assistito alla fine della striscia di vittorie di Marc Marquez sul circuito texano. Marquez ha sempre vinto al COTA da quando ci si corre, e prima del 2019 aveva fatto segnare il “Grand Chelem” in 5 edizioni su 6 (con la sola eccezione del giro veloce di Andrea Iannone nel 2015). Per questi ed altri fattori, anche quest’anno il campione in carica sembrava favorito su tutti ancor prima delle FP1, considerando la facilità con cui affronta ogni tornata del circuito di Austin. E infatti, fin dalle primissime fasi di gara Marquez è riuscito a scappare via, nonostante la pressione di Rossi nei primi giri. La supremazia dello spagnolo era in procinto di concretizzarsi nell’ennesima vittoria in territorio texano.

…che abdica al trono

Apparentemente non sembrava potesse avere rivali, ma ne ha trovato uno troppo forte e con cui non aveva fatto i conti: sé stesso. In curva 13, nel tentativo di incrementare il suo vantaggio per mettersi in una posizione comoda ha perso l’anteriore ed è scivolato, mandando in fumo ogni chance per la settima vittoria consecutiva. La peculiarità di questo errore di Marquez riguarda soprattutto il luogo in cui è avvenuto. È caduto proprio in quella che tutti consideravano la “sua” pista, una pista in cui nessuno pensava che avremmo potuto vedere altri vincitori rispetto a lui per i prossimi anni.

Gli scenari

Una caduta del genere, in una situazione di questo tipo potrebbe avere due risvolti in ottica campionato: la prima possibilità è quella che Marquez potrebbe iniziare a perdere un po’ di quelle sicurezze che aveva raccolto fin qui, rischiando di incrinare quella maturità raggiunta e quella consapevolezza che lo ha contraddistinto soprattutto nelle ultime due stagioni. Questo scenario potrebbe portare a un mondiale molto più aperto rispetto a quelli recenti, con più di due piloti ingaggiati nella lotta per il titolo iridato. Oltre alla classifica potremmo anche vedere gare più combattute, manovre più azzardate, rischi e ragionamenti.

L’altra possibilità è che Marquez d’ora in poi stia ancora più attento alle sue prestazioni e ai suoi errori, tentando di uccidere ogni fantasma del passato che tenti di ritornare in auge per rovinargli il campionato. Tutti ricordiamo gli innumerevoli errori del 2015 che gli sono costati caro in ottica mondiale, errori che aveva gestito ed imparato a rimuovere, accontentandosi di buoni piazzamenti piuttosto che rischiare di buttare via le gare.

La gioia di Rins

In tutto ciò, è Alex Rins ad approfittare dell’errore di Marquez, andando a vincere la sua prima gara in MotoGP, dopo una bella battaglia con Valentino Rossi. Grande soddisfazione al box Suzuki per un pilota eccellente e per una moto che non ha nulla da invidiare ad Honda, Ducati e Yamaha.

La crescita di Rins è andata praticamente di pari passo a quella della Suzuki. Entrambi a piccoli passi, attraverso un duro lavoro e tanti micro-cambiamenti significativi, sono riusciti a raggiungere un ottimo livello. Oltretutto, dimostrano anche buoni margini di miglioramento, e tante parti ancora da poter sviluppare al meglio.