Vi presentiamo il Buzkashi, uno degli sport tutt’ora più amati in Asia Centrale e che, in un certo senso, ne racconta la storia. Antico progenitore del polo, questo gioco vi aprirà ad un mondo lontano, che resiste con orgoglio alla prova del tempo.

Il gioco dei turchi

Il Buzkashi venne portato in Asia Centrale dalle varie migrazioni di popoli nomadi turchi che lì si stanziarono. Il nome del gioco significa letteralmente “acchiappa la capra” e spiega perfettamente scopo e modalità. Questo sport consiste infatti nel trascinare una carcassa di capra (meglio se di vitello per la consistenza della carne) a bordo di cavalli, puntando o a seminare i rivali o a lanciarla in un’area definita. Il tutto in 2 formazioni composte entrambe da 5 cahapandoz, “cavalieri”.

buzkashi

Sport nazionale di paesi come Kazakistan, Kirghizistan e Tajikistan, venne proibito in Afghanistan con l’arrivo dei talebani ma una volta spodestati il gioco ha subito ripreso ad essere praticato.

Da rurale ad ufficiale

Per lunghissimo tempo il buzkashi non ha goduto di una vera e propria regolamentazione, facendo sì che in molte gare gli atleti subissero gravi e pesanti infortuni. La situazione si è però trasformata di recente, fornendo a questo sport un regolamento semplice ma chiaro che ha permesso al gioco il salto ufficiale nel professionismo. Sia chiaro: la carcassa rimane sempre, però le regole lo hanno modernizzato moltissimo, rendendolo più chiaro e sicuro.

buzkashiGrazie a quest’ultime, infatti, il buzkashi si svolge in tempi definiti (in Afghanistan 2 tempi da 45 minuti), non è più permesso colpire volutamente gli avversari ed è stata introdotta la figura dell’arbitro. Il gioco resta tuttavia una delle più belle rappresentazioni dei tempi che furono, custoditi gelosamente in queste aree del mondo. Con questo sport è possibile rivivere la magia ancestrale dei nostri antenati, innamorati del proprio cavallo e del vento fra i capelli, gioiosi dello scontro in ogni sua forma.

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