Formula E quasi al capolinea

La stagione di Formula E sta quasi giungendo al termine, e iniziano a delinearsi i profili dei candidati alla vittoria finale (Vergne, Di Grassi, Lotterer su tutti). Jean-Éric Vergne è sempre più leader solitario, dopo aver accumulato altri punti preziosissimi in ottica mondiale nel round tedesco. La sua rimonta eccezionale lo ha portato fino al terzo gradino del podio. In rimonta anche il suo compagno di scuderia Andre Lotterer, ma ancora una volta affossato dalla qualifica. Il tedesco di Techeetah ha sovente un passo gara più che buono, ma le prestazioni in qualifica rischiano seriamente di compromettere il suo campionato.

Il ritorno di Di Grassi!

Per un tedesco in difficoltà, ce n’è uno in gran forma. Lucas Di Grassi ha vinto meritatamente l’EPrix di Berlino, consegnando di fatto anche il successo casalingo ad Audi. Di Grassi ha gestito una gara magistrale, utilizzando l’Attack Mode nel momento giusto per consolidare la sua prima posizione. Con questa vittoria, il tedesco è salito in seconda posizione nel mondiale, dietro proprio a Vergne, e non è un caso che i piloti con più esperienza nella categoria stiano risaltando rispetto agli altri in questo finale di stagione.

Buemi ancora a mani vuote

Resta invece con l’amaro in bocca Sébastien Buemi, secondo al traguardo dopo essere partito in pole. Lo svizzero non ha ancora ottenuto un successo in stagione, nonostante le potenzialità di una Nissan decisamente competitiva. Avrà indubbiamente altre chance nei prossimi due appuntamenti, ma iniziano ad essere tante le occasioni sprecate dal pilota con più vittorie nella storia del campionato elettrico.

Gli altri

Finalmente si vede nella zona alta di classifica Stoffel Vandoorne. Il belga ex McLaren F1 ha disputato un weekend solido, simbolo che in questa Formula E ci può stare e può assolutamente dire la sua. In risalita anche Antonio Felix Da Costa, che tanto aveva faticato negli ultimi EPrix. Ancora clamorosamente indietro Sam Bird, che aveva stupito nella prima parte di stagione. Forse il giudizio su Bird è da rivedere, considerando che nelle fasi iniziali di campionato i piloti più esperti erano in crisi e si alternavano al vertice weekend dopo weekend.