Il più bel Monday Night di sempre 

Articolo di Jacopo Bianchi

La storia dei Washington Scabskins inizia con la stagione 1987, con una dura negoziazione tra l’associazione giocatori e quella proprietari, il punto focale è l’inserimento anche in NFL della free agency (la possibilità di cambiare liberamente squadra al termine del contratto). Il sindacato giocatori minaccia lo sciopero come accaduto nel 1982 dove 5 settimane di stop erano costate alla NFL 350 milioni di dollari.

Dopo due gare di stagione regolare la situazione non si risolve e il sindacato giocatori dichiara ufficialmente l’inizio dello sciopero. Vengono immediatamente cancellate le gare del weekend successivo, ma intanto i proprietari studiano un modo per tamponare la situazione. Ancora una volta arriva in loro aiuto un uomo che ha fatto la storia della Lega: Tex Schramm. General manager dei Cowboys da 28 stagioni, proprio uno dei pilastri che aveva permesso a Dallas di diventare ‘The America’s Team’ e in passato addirittura architetto della storica fusione tra NFL e AFL.

L’arrivo di Tex Schramm

La proposta di Schramm è quella di formare squadre composte da ‘replecement players’ per non cancellare altre partite e soprattutto non perdere altri incassi. Tutte le squadre così nel giro di una settimana devono mettere in piedi una formazione dal nulla composta da giocatori ai margini dell’NFL, free agent rimasti senza contratto, vecchie glorie e grandi promesse mai mantenute.

Si muovono rapidamente e con grande sapienza Bobby Beathard (GM dei Redskins) e Joe Gibbs (leggendario coach dei Redskins) che mettono assieme una squadra in meno di 48 ore. Il quarterback scelto per guidare la squadra è Ed Rubbert, buon prospetto appena uscito dall’università di Louisville, ma snobbato al Draft. Il nativo di Suffert, New York era disoccupato e viveva ancora a casa con genitori e fratelli.

La favola dei Washington Scabskins

Al primo allenamento oltre alle proteste dei tifosi contro questi giocatori definiti scabs, si aggiungono anche tutti gli scioperanti dei Redskins. (Scab – letteralmente crosta, ma nello slang utilizzato fin dal 1700 per definire chi non si univa agli scioperi e preferiva lavorare tradendo i colleghi). Proprio qui, proprio in questo momento nasce l’appellativo e la favola dei Washington Scabskins, un fortunato gioco di parole con il vero nome della squadra. Rubbert però non regge la pressione e di nascosto scappa dal centro di allenamento.

Beathard allora prova a risolvere immediatamente la situazione, si ricorda di un giocatore che aveva seguito con particolare interesse durante la sua carriera a Tennesse, ma finito poi nelle braccia della legge invece che in quelle dei pro. Tony Robinson, che stava scontando una pena per spaccio, viene rilasciato per motivi lavorativi dal carcere (Knox Valley Penal Farm) con l’accordo di rientrare appena esaurita la necessità dei Redskins. Il commissioner della Lega però vuole vederci chiaro per cui sospende temporaneamente Robinson e a soli 3 giorni dalla gara contro i St. Louis Cardinals la squadra non ha un quarterback.

Ed Rubbert ritorna in squadra

Alla fine è Gibbs in persona a convincere Ed Rubbert a rientrare in squadra. Assieme a lui ci sono Danny Burmeister, che stava facendo il fattorino, Craig McEwen che era stato tagliato durante il training camp in estate e vagava da 3 mesi, Skip Lane che aveva sfiorato l’NFL nel 1984 ma si era già reinventato come agente immobiliare, Anthony Sagnella che faceva muratore e Tony Settles che lavorava in amministrazione alla Elon University.

Nel frattempo alcuni professionisti, spaventati dai risvolti finanziari, chiedono al coach di rientrare, ma Gibbs rifiuta per mantenere la squadra compatta a differenza di altre franchigie che riabbracciano immediatamente alcuni dei loro pro.

La gara Skip Lane

Dallas, grazie a qualche trucchetto escogitato dallo stesso Schramm e dal proprietario dei Cowoys, riescono a farne rientrare più di tutti, tra cui anche Randy White (futuro Hall of Famer). Il 4 ottobre 1987 è il giorno della prima partita degli Scabskins, gara casalinga contro St. Loius che si presenta con 14 veterani rientrati nei ranghi dallo sciopero, compreso Roy Green.

Nel primo drive della gara Skip Lane riesce a sporcare un passaggio diretto proprio a Green, all’epoca uno dei migliori ricevitori di tutta la lega. Da quel momento in poi gli Scabskins non si voltano più indietro, trascinati da un’incredibile prestazione di Anthony Allen. Giocatore già nell’orbita dei Redskins, ma ancora free agent che decise di giocarsi la sua ultima chance per entrare in NFL. Al primo tentativo frantuma il record di ricezioni in una singola gara della storia della franchigia (7 ricezioni 255 yard percorse e 3 TD messi a segno). I tifosi dentro e fuori dallo stadio cominciano a intonare “Stay on Strike” mentre Washington vince la gara 28-21.

Con il titolo della NFC East in ballo, e quindi il fattore campo nei playoff, arriva un’altra subdola mossa di Schramm che trova la clausola nei contratti dei giocatori di Dallas per minacciarli dal punto di vista economico. Nel frattempo Washington ha in programma la rivincita con i New York Giants dell’epica NFC Championship game del 1986. In uno stadio praticamente vuoto, contro dei Giants non proprio irresistibili, gli Scabskins dominano la gara a tal punto che Gibbs nella pausa di metà partita chiede di non infierire troppo. Finisce 38-12.

Il dopo sciopero

Dopo 20 giorni lo sciopero si avvicina alla conclusione, i giocatori spaventati dalle perdite economiche chiedono al sindacato di intervenire. A Dallas rientrano 21 giocatori della squadra in tempo per giocare la fondamentale gara proprio contro Washington. Un Monday Night in diretta nazionale. Tornano in squadra giocatori del calibro di Danny White, Tony Dorsett e Ed Jones.

Allora anche i giocatori dei Redskins fanno una riunione e decidono di rientrare dopo 24 giorni di sciopero, ma non in tempo per giocare la gara di quella settimana. I pro di Washington sono così costretti a guardare la gara per il primo posto nella division contro gli storici rivali dei Cowboys, mentre in campo vanno gli Scabskins già consapevoli di essere al capolinea della loro avventura. Senza assolutamente nulla da perdere.

Un poema epico, la gara di ottobre

I bookmakers non quotano neanche la gara, considerata un impresa impossibile per i Washington Scabskins in trasferta a Dallas contro i Cowboys quasi al completo. Alcuni dicono 1:1.000. Alcuni addirittura 1:1.000.000. La gara del 19 ottobre invece è un poema epico consumato in 60 minuti di gioco. Il più romantico dei Davide contro Golia, alcuni dei giocatori più forti del mondo contro dei ‘dilettanti allo sbaraglio’. Con Washington avanti nel punteggio e in controllo nel primo quarto il quarterback titolare Ed Rubbert si infortuna.

È il momento del Tony Robinson show. Il prodotto di Tennessee sfoggia tutta la sua faccia tosta e guida Washington al vantaggio 13-7 con una manciata di minuti ancora da giocare. L’ultimo drive è surreale, quasi metafisico, dura oltre 2 minuti. A 7 secondi dal termine Dallas chiama l’ultimo time-out, i Cowboys hanno un’ultimissima chance per provare a vincere la gara, ma questa chance corrisponde con l’ultima giocata della carriera degli Scabskins, l’ultima della loro vita in NFL, un solo piccolo momento per entrare nella storia.

Oramai avrete capito come è andata a finire, Dallas non è riuscita a guadagnare neanche un centimetro di campo in quei 7 secondi e i Washington Scabskins hanno chiuso la loro folgorante carriera con un record di 3 successi a fronte di 0 sconfitte. Giocatori che avevano sprecato la prima, la seconda e in alcuni casi alla terza occasione della loro carriera e della loro vita se ne andarono così come erano arrivati, ma da imbattuti.

Coach Gibbs continua

Il giorno successivo dopo la riunione mattutina vengono rimandati a casa, ma coach Gibbs decide di tenerne 13 con la squadra. Tra questi non c’è Tony Robinson che dopo aver assicurato il successo nel Monday Night sul campo di Dallas, martedì viene rispedito in prigione dove resterà per altri 4 anni e 10 mesi. La scelta di Gibbs creò chiaramente qualche tensione all’interno dello spogliatoio anche perché i Redskins che stavano giocando un’onesta stagione prima dello sciopero, ora grazie alle 3 vittorie consecutive degli Scabskins, erano in corsa per i playoff e per il Superbowl.

La gara contro i Jets

Commovente il momento che arriva nella gara successiva (contro i Jets) dove la prestazione del primo quarto dei Redskins non è all’altezza delle aspettative del pubblico. Tutto lo stadio comincia a cantare We want the Scabs”. Completamente esaltanti i momenti in cui alcuni replecement players continuano ad avere un impatto, anche nei playoffs. I Redskins arrivano davvero al Superbowl, ma i replecement non vengono neanche invitati alla gara, avevano soltanto per contratto la possibilità di acquistare 2 biglietti a testa, pagando il prezzo pieno.

Skip Lane è l’unico ad essere andato alla partita, gli altri l’hanno visto a casa o al bar con gli amici. Robinson l’ha visto in prigione e siccome tutti tifavano Denver ha pure scommesso, e vinto a detta sua ‘good money’, puntando su Washington. Poi classica parata, gita alla casa bianca e stretta di mano al Presidente Reagan. Ma al momento della consegna dell’anello soltanto Anthony Allen (che aveva giocato la semifinale) dei 13 Scabskins restati in squadra riceve l’anello.

Mai vista una squadra come i Washington Scabskins nella NFL

Su un campo NFL non si è mai vista una squadra con così tanto cuore, spirito di resilienza e quantità di attributi, il tutto senza aver davvero nulla da perdere. Per 4 settimane questa fantastica accozzaglia è stata la squadra più forte del mondo. I Washington Scabskins hanno contribuito in maniera decisiva alla conquista del terzo Superbowl nella storia della franchigia. Hanno vestito il ‘burgundy and gold’ con gradissimo merito, probabilmente anche con più merito di molti pro passati da quelle parti. La maggior parte di loro non hai mai più toccato un campo da football, ma finalmente nel giungo del 2018, ad oltre 30 anni da questa incredibile favola, hanno ricevuto il loro anello di campioni NFL.

 

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