Qualche tempo fa siamo stati colti di sorpresa dalla nostalgia scoprendo che adidas riporterà sugli scaffali le mitiche Predator Mania, che in anni meno recenti hanno fatto sognare bambini e ragazzi di ogni età. Indossarle era figo come indossare l’armatura di Iron Man, solo che in questo caso avrebbe avuto le fattezze (purtroppo non anche il piede destro) di David Beckham. Questo ci ha fatto pensare a tutte quelle scarpe che, nel corso degli ultimi decenni, sono riuscite a conquistare il nostro cuore, non solo per il loro look più o meno accattivante, ma soprattutto per il fatto di essere legate a un particolare giocatore. Certo, questo succede ancora adesso, ma il fatto che i grandi brand rilascino regolarmente versioni dei propri prodotti legati ai nomi dei grandi campioni, Nike-CR7 e adidas-Messi su tutti, lo rende in qualche modo meno affascinante. Nel 2005, invece, tutto questo era ancora una novità e pure una di quelle grosse.
In quegli anni, quando le due stelle attuali dovevano ancora sorgere mentre molte glorie del passato stavano invece tramontando, non c’era dubbio alcuno su chi fosse il protagonista del palcoscenico calcistico europeo. Diversa nazionalità di Messi, brasiliano anziché argentino, ma stessa identica maglia, quella del Barcellona. Ronaldo de Assis Moreira, meglio noto come Ronaldinho, incantava le platee di tutto il mondo con il suo piede fatato, le movenze feline e l’impareggiabile fantasia palla al piede. Quello che riusciva a fare su un campo di calcio con un pallone da calcio, gli altri nemmeno se lo sognavano e Dinho ammaliava tanto gli avversari quanto i compagni. Inevitabile, quindi, che il suo nome comparisse a fianco di qualche grande brand sportivo. In questo caso, i più lesti a conquistare il campione brasiliano furono i ragazzi di Nike che, anche se forse ai tempi non lo sapevano, realizzarono uno dei più grandi colpi di mercato nella storia dell’azienda americana.

 
Mentre Ronaldinho usciva dal Bernabeu con una standing ovation del pubblico merengue dopo aver rifilato un gol da cineteca al Real Madrid, Nike si stava infatti preparando a lanciare sul mercato la prima scarpa da calcio marchiata con il nome di un calciatore. Altri prima di loro, proprio come adidas con Beckham, avevano associato una particolare serie di scarpe a uno o più giocatori, ma mai nessuno in epoca moderna aveva dato il nome stesso di un campione alle proprie scarpe. Nel 2005, stagione in cui Dinho vince il suo primo e ultimo Pallone d’Oro, Nike lancia le Air Legend R10, antenate delle moderne Tiempo, in bianco e oro, per celebrare proprio il fenomeno brasiliano. Si tratta come detto del primo modello player-branded di scarpe da calcio, nonché uno di quelli destinati a entrare nella leggenda.
Chiaramente la partnership tra il brasiliano e Nike si estendeva ben al di là delle semplici scarpe, andando a creare quella che, oltre che a un semplice slogan televisivo, poteva a tutti gli effetti essere definita una filosofia, quella del “Joga Bonito”. Essa riprendeva chiaramente i tratti distintivi del calcio giocato da Ronaldinho, fatto di numeri di magia, tunnel, elastici, gol da cineteca e la classica esultanza “hang loose”. Di fatto, i video di Nike realizzati in collaborazione con il fenomeno brasiliano furono tra i primi di sempre a diventare virali, cosa che per l’epoca era un’ulteriore novità. Il più famoso è sicuramente quello in cui Dinho riceve le sue Air Legend, le indossa, comincia a palleggiare e poi colpisce la traversa per quattro volte di fila senza far mai cadere il pallone per terra. Vero o no (in molti sospettano un qualche aiutino computerizzato), fu il primo video di sempre a raggiungere un milione di visualizzazioni su Youtube.
Purtroppo per Ronaldinho (e per Nike), la carriera del numero 10 blaugrana prese una piega inaspettata, portandolo in pochi anni a tramontare definitivamente, prima al Milan e poi in vari peregrinaggi brasiliani, tra Flamengo, Atletico Mineiro e Fluminense. In tutto questo percorso, l’azienda americana ha sempre continuato ad affiancare Dinho, producendo scarpe su scarpe con il suo marchio, facendolo presenziare ad eventi e infine appoggiando la sua candidatura ad ambasciatore nel mondo per il Barcellona. Una cosa però è certa, anche se sul campo il suo Joga Bonito è andato via via affievolendosi, al di fuori la leggenda delle sue R10 resterà per sempre impressa nelle menti e nei cuori dei milioni di tifosi che il brasiliano ha conquistato con le sue giocate con la maglia blaugrana, aprendo definitivamente le porte alle collaborazioni più famose tra calciatori e brand sportivi. L’ennesimo sogno realizzato per noi da Ronaldinho Gaúcho. Obrigados.
Articolo in collaborazione con NSS Sport