La Super League cinese è la più spendacciona: 500 milioni spesi in due sessioni di mercato. Ma ne vale la pena?

I cinesi sono ottimi commercianti, questo è fuori discussione. Ma siamo sicuri che siano anche eccellenti imprenditori nel mondo del calcio? La domanda sorge spontanea, soprattutto dando un’occhiata alle prestazioni dei giocatori più pagati negli ultimi anni e che militano nella Chinese Football Association Super League.
Perché se un buon commerciante deve avere sostanzialmente due caratteristiche: saper comprare e poi vendere, facendo attenzione che lo scarto sia per lui positivo. Un altrettanto bravo imprenditore, invece, deve essere in grado di vendere e comprare in modo vantaggioso ma, in aggiunta, saper accrescere l’investimento nel tempo. Un lieve distinguo che sta facendo una enorme differenza, soprattutto a livello sportivo.
Per questo ci siamo presi la briga di andare a controllare il rendimento dei colpi di mercato più eclatanti che hanno portato nell’orbita di Pechino alcuni dei pezzi più pregiati del calcio europeo. A scorrere i numeri, per ora, si rimane stupefatti. Rimanendo nel confine dell’area tecnica, quindi senza intrufolarci in acquisizioni di società o chiederci da dove vengano tutti questi yuan, gli investimenti appaiono catastrofici.

Jackson Martinez Cina
Jackson Martinez Cina

I flop più clamorosi dall’Europa

Partiamo dal primo che fece scalpore: Jackson Martinez. Dal 3 febbraio 2016 il bomber che mezza Europa voleva ha segnato 4 gol in 10 partite con la maglia del Guangzhou Evergrande. Numeri che hanno costretto Felipe Scolari, nel 2017, ad escluderlo dalla lista della Champions League asiatica. L’esborso del club vincitore delle ultime sei edizioni del campionato (in pratica la Juventus a occhi a mandorla) era stato di 42 milioni di euro per il cartellino e 9 milioni per 4 anni di contratto. Martinez, soprannominato Cha cha cha per l’esultanza a passo di danza, complice un infortunio alla caviglia – non così grave da giustificare un tale flop – ha fatto ballare ben poco i suoi tifosi.
Beffa del destino, il capocannoniere del torneo (19 gol) è stato incoronato Ricardo Goulart – che i cinesi hanno accolto traducendo in mandarino “Goulart chi?” – che sembrava arrivato per portare la borsa al colombiano.

Quando la scusa non è l’infortunio

Continuiamo con uno dei nomi più noti in Italia: Ezequiel Lavezzi. L’argentino, 30enne, dopo ottime stagioni al Psg era in fase calante ma avrebbe ancora fatto gola a molti. Il 17 febbraio 2016, pero’, la spunta l’offerta irrinunciabile dell’Hebei China Fortune Football Club: 27,5 milioni a stagione per due anni. Non male per Il Pocho, ex Napoli, peccato che abbia disputato 10 match senza gonfiare la rete neppure una volta. Gli infortuni non c’entrano.

Con tutti questi yuan è facile montarsi la testa

C’è poi chi, per aver sbagliato un rigore con infamia, è stato accolto in Cina da ponti lastricati in oro. Parliamo di Graziano Pellè, vecchia conoscenza del nostro campionato, nel quale non ha mai avuto troppa fortuna, ma che grazie alla maglia azzurra nell’ultimo Europeo stava per diventare il nuovo Schillaci. I 38 milioni di euro per due stagioni offerti dallo Shandong Luneng per l’attaccante sono stati forse i più ridicolizzati sui social. Per l’immagine di quel “cucchiaio” tamarro annunciato e facilmente neutralizzato da Neuer ma anche perché Pellè il 6 ottobre dello scorso anno, per una sostituzione, non ha stretto la mano al ct Ventura. Escluso dalla nazionale, il suo bilancio è di 5 gol in 13 partite. Almeno il buon Totò, dopo le “notti magiche” di Italia ’90, non si era montato la testa.

Lavezzi Cina
Lavezzi Cina

Vuoi vedere che il pacco lo abbiamo fatto noi ai cinesi?

La lista è ancora lunga. Ricordate Gervinho? L’esterno sinistro ex Arsenal e Roma, spesso e volentieri più veloce del pallone, ha rallentato parecchio. Passato lo scorso anno per 18 milioni di euro all’Hebei con un contratto da 8 milioni a stagione ha totalizzato 17 partite e 3 soli gol.
Non va meglio tra i centrocampisti. Ramires, da punto fermo del Chelsea, nel Jiangsu Suning ha totalizzato 26 presenze e 4 reti ma nella fase di non possesso – cioè la sua specialità – ha vinto 1.1 contrasti e intercettato 1 passaggio di media. In pratica ha passeggiato per il campo, alla modica cifra di 28 milioni ai Blues e 13 a stagione al brasiliano. Numeri simili al connazionale Paulinho, che dal Tottenham ha accettato un assegno da 7 milioni a stagione al Guangzhou ringraziando con 21 presenze e appena 3 gol. Oppure un altro che in Italia per tanti poteva diventare un crack: Fredy Guarìn ha giocato 26 partite e segnato 4 gol, meno che all’Inter. Solo che lo Shanghai Shenhua lo ha pagato 13 milioni a 6 più bonus a stagione.

Hulk Cina
Hulk Cina

 

Sicuri che i soldi facciano la felicità?

Tornando agli attaccanti ma restando al “verdeoro”, non si può dimenticare Hulk. Il colosso dal sinistro esplosivo, che ha spaccato le porte tra Portogallo e Russia, approdato allo Shanghai Shanggang si è scoperto fragile. Pagato 55,8 milioni per un ingaggio di 22 milioni di dollari l’anno (19,5 di euro) è sceso in campo la miseria di 7 volte segnando 4 reti. La media è buona, la preparazione meno visti i continui acciacchi fisici.
Chi poi non ha proprio sopportato la saudade è Robinho. Al Real Madrid e al Milan ha inciso. Al Guangzhou l’amore è durato 9 partite (3 gol), per poi chiedere di trasferirsi all’Atlético Mineiro. In patria ha ritrovato il sorriso, anche grazie al “divorzio” che costerà al club cinese 36 milioni di euro nei tre anni pattuiti.
Per non parlare di Asamoah Gyan, che all’Udinese ancora aspettano passi la palla davanti alla porta. Firma nel 2015 per il Shanghai Shanggang a 14,8 milioni a stagione ma, dopo 20 partite e 7 reti, persino i cinesi preferiscono rispedirlo negli Emirati Arabi all’Al-Ahli perché indispettiti dai tanti gol sbagliati.

Potremmo continuare a lungo, citando in ordine sparso Gilardino e Diamanti – che assaggiata la Super League hanno preferito Empoli e Palermo – passando a Tevez (38 milioni l’anno a Shanghai e già pensa ad andarsene), o Rooney che ha rifiutato in questi giorni 46 milioni l’anno. Magari l’inglese accetterà e noi gli consigliamo di farlo. A patto che metta in conto quello che è accaduto a Witsel e Pato, rispettivamente 18 e 6 milioni a stagione: essere battuti con il loro Tianjin in amichevole 3-2 dal Pisa, squadra di serie B italiana.

“Il denaro compra un bel cane, l’amore lo farà scodinzolare”

Insomma, la strategia di conquista a suon di denari finora non sembra aver ripagato. L’unica azione positiva, partita dalle direttive del presidente Xi Jinping, riguarda la costruzione di 50mila scuole calcio e 70mila campi nei prossimi anni. Ma siccome, oltre al commercio, la saggezza cinese è famosa nel mondo, noi di Soccer Illustrated ci permettiamo di contribuire nel nostro piccolo a far riflettere i facoltosi imprenditori venuti a conquistarci dall’Asia con una frase di Richard Friedman: “Il denaro comprerà un bel cane, ma solo l’amore può farlo scodinzolare”.