Il Napoli fa sognare i propri tifosi, ma poi subisce l’esperienza degli uomini di Zidane, in una serata da Champions amara per Sarri, ma che lascia ancora aperte le sperenza per una qualificazione ai quarti. Il goal geniale di Insigne è una delle uniche note positive del match giocato al Bernabeu.

Sotto gli occhi di Maradona e sotto gli occhi del mondo intero. Il Napoli passa in vantaggio con Lorenzo Insigne. Il suo goal da 40 metri è pura antologia. Poi, il buio. La solita storia che i tifosi del Napoli conoscono: la sconosciuta “gestione del risultato”. Non è cosa per gli uomini di Sarri, soprattutto con un Koulibaly davvero irriconoscibile.
Il Real Madrid è di un altro pianeta e lo dimostra nei 90 minuti, ma i ragazzi di Sarri, a sprazzi dimostra di potersela giocare, se non fosse per qualche eccesso di sicurezza, come sul goal di Casemiro,  ma anche sul vantaggio di Kross. Il fraseggio corto sulla tra trequarti ci sta, se stai giocando in Serie A, non se davanti a te hai la squadra Campione del Mondo, in un’importantissima partita di Champions League.
In sintesi, è mancata la cazzimma. I napoletani lo sanno bene cos’è, e se lo chiedete a Alessandro Siani, la sua spiegazione è pura poesia: “Cos’è la cazzimma? Non te lo voglio dire! Questa è la cazzimma”.

Perché il Napoli ancora non è una grande squadra

Perché fa pochi falli! Il Real Madrid ha chiuso almeno 3 o 4 azioni pericolose del Napoli interrompendo fallosamente lo sviluppo del gioco nella metà campo azzurra. Quando ha accelerato il Real, gli uomini di Sarri non hanno avuto l’intelligenza di capire che non avrebbero potuto cavarsela correttamente. In Serie A è la stessa storia, e una delle differenze basilari tra la Juventus e la squadra partenopea in questi anni.
Perché non tira da fuori area (il goal di Insigne è solo l’eccezione che conferma la regola). La presenza di Mertens non è un’alibi, anzi. L’attaccante belga avrebbe potuto sfruttare maggiormente gli spazi di gioco, cercando di appiattire la linea difensiva del Real, così da creare spazi per le conclusioni di Hamsik, Insigne e Zielinski. Nessuno dei 3 ha avuto il coraggio per tentare la fortuna. Zielinski subito dopo il vantaggio ha avuto l’occasione per caricare il destro, ma intimidito dallo stadio che non finisce mai, non ha osato, perdendo così una preziosa occasione, visto lo stato di forma abbastanza imbarazzante di Navas.
Perché Sarri non ha sfruttato al 100% Callejon, nell’unica zona scoperta del Real Madrid. Marcelo ha fatto l’ala per tutto il tempo, e lo spagnolo ha avuto molti spazi, ma era più preoccupato di contenere il brasiliano che di sfruttare le praterie offensive. Una sorta di partita di poker, chi ha coraggio resta alto, l’altro deve occuparsene. L’inserimento di Allan a supporto è arrivato troppo tardi.

Napoli ai quarti di Champions: cosa deve succedere

Un 3 a 1 è meglio di un 2 a 0. La partita è ancora aperta. Un 2 a 0 al San Paolo sembra pura utopia. Pensare di non subire goal al ritorno con in campo gente come Cristiano Ronaldo, Benzema e Morata, è fantascienza. L’obiettivo è un 3 a 1, per poi proseguire ai tempi supplementari, ma la vera speranza di tutti i tifosi del Napoli è una e solo una, che il San Paolo faccia il San Paolo, senza paura, e poi si vedrà.

Al Bernabeu i 10 mila tifosi del Napoli si sono fatti sentire molto più di tutto il resto dello stadio, che sembrava più un pubblico da teatro dell’opera di Parigi che tifosi di calcio. Positivo oppure no, resta il fatto che quando entri al San Paolo, le gambe ti tremano, parola di un certo Tourè, uno che di stadi in carriera ne ha visti: “Al San Paolo mi tremavano le gambe, dopo l’inno capii in che guaio ci eravamo messi…“.