Zlatan Ibrahimovic e Didier Drogba, due giocatori incredibili che hanno condiviso lo spogliatoio con uno dei calciatori più forti e più irregolari della storia moderna del calcio.

All’Ajax inizia la favola

Quella di Mido sembrava iniziata come una favola, una di quelle belle, di riscatto e di sogni, invece si è tramutata in una delle più grandi perdite della storia del calcio.
8 agosto 2001, la consacrazione fra i grandi, l’esordio con i lancieri dell’Ajax, in coppia con un giovanissimo Ibrahimovic e titolo in bacheca. Quello del giocatore egiziano è un talento cristallino, stessa classe dello svedese ma con una cattiveria sotto porta come non si è mai visto ad Amsterdam.
C’è un problema però, al giovane Mido manca la propria terra e la propria famiglia, non riesce ad ambientarsi, il clima europeo con tutte queste piogge non riesce proprio a sopportarlo. Allora chiama a casa e chiede aiuto più e più volte, il padre però lo rassicura: “Tutta la fatica che fai ora sarà la tua forza, diventerai il miglior calciatore africano nella storia”. Lui però non ci crede e prova a resistere rifugiandosi nei night insieme ad Ibra, con cui inizia ad organizzare una bravata dopo l’altra, come quelle gare fuori Amsterdam fra Mercedes e Lamborghini.

Mido Ibrahimovic
Mido e Ibrahimovic vincitori dell’Eredivise

L’inizio del declino

Inizialmente all’Ajax non si preoccupano, nonostante tutto rimane uno dei migliori giocatori degli ultimi 10 anni della storia Ajax.
Poi però qualcosa s’incrina, Mido inizia a litigare in campo, il rapporto con l’allenatore è ai minimi storici, nemmeno il talento riesce a salvarlo. Poi la fatalità: dopo un Psv-Ajax finita per 2 a 0 scoppia la lite fra i 2 grandi amici, Ibra non si trattiene più, è arrabbiato perchè sente che il suo amico non sta dando tutto sé stesso, perchè si sta lasciando andare quando un talento come il suo lo vorrebbe anche Zlatan. A questo punto Mido non ci vede più e accecato dalla sbronza del giorno prima gli tira delle forbici che per poco non affettano lo svedese. È rottura totale.
Il giorno dopo chiede la cessione, il club l’accetta, 6 mesi in prestito al Celta Vigo per distendere i toni. Lui non smette di brillare, tanto da convincere a giugno i francesi dell’OM a spendere 12 milioni di euro per lui. Il giocatore egiziano più pagato nella storia, un altro dei mille che potrebbero essere, in una squadra costruita per vincere.
Potrebbe perchè non è, dopo i primi 6 mesi da sogno l’incubo ritorna. Ancora fuori forma, ancora litigi con i compagni e un’altra amicizia spezzata, questa volta con un certo Didier, anche lui ammiratore del suo talento, anche lui come Ibra diventerà uno degli attaccanti più forti della sua generazione.

Mido e Drogba
Mido e Drogba al Marsiglia

Il re è nudo

A fine stagione lo prende la Roma per 6 milioni ed è lì che la stella si mostra per quello che è, un Francis Begsie prestato al mondo del pallone. Nella capitale non combina nulla, 8 presenze e nemmeno un gol, la stagione più deludente di sempre. I giallorossi sono disperati e per recuperare l’investimento lo mandano in prestito al Tottenham, 18 mesi più che convincenti che gli valgono il riscatto.
Sembra che la retta via sia stata ritrovata, ma solo per poco. Appena riscattato torna ai vecchi vizi, serate al night, sbronze continue e costanti litigi con l’allenatore fanno in modo che gli si chiudano definitivamente le porte del calcio. Dopo l’esperienza londinese si hanno soltanto una cinquina di squadre che non riescono comunque a salvare la più grande delusione del calcio egiziano che inizia a litigare anche con i propri tifosi.
Il 21 gennaio 2014 appende gli scarpini al chiodo ed inizia ad allenare, portandosi però dietro la cattiva fama che lo ha accompagnato per tutta la carriera, tanto da non durare mai più di un anno su una panchina.
Possiamo scegliere cosa ricordare di questi anni in cui il genio del Begsie d’Egitto ci ha deliziati con le sue prodezze e con i suoi difetti, noi lo vogliamo ricordare così.

Tanti auguri campione